VIDEO/ Alto Calore ad ‘alta tensione’, il Pd punta D’Ercole e Abate

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Avellino – E’ bagarre all’Alto Calore. I sindaci del Partito Democratico puntano il dito contro Franco D’Ercole ed Eugenio Abate, rispettivamente numero uno e due dell’Ente di corso Europa. Motivo del contendere, il rinvio a fine luglio dell’approvazione del bilancio. Dure sono state le accuse mosse dagli esponenti democratici nei confronti dei vertici dell’Acs; solo pochi minuti prima dell’inizio della conferenza stampa convocata dai sindaci del Pd a via Tagliamento sul rinvio dell’assemblea generale dell’Alto Calore Servizi, il deputato sannita Del Basso De Caro aveva auspicato, attraverso una nota, l’intervento della Magistratura. E’ sarà questa la linea che intenderanno portare avanti le fasce tricolori irpine del Pd che si dicono pronti ad azioni ben più clamorose.

“Il CdA dell’Acs ha condotto nell’ultimo anno una gestione puramente personalistica”, ha spiegato il portavoce e sindaco di Montefredane Valentino Tropeano.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso secondo i primi cittadini sarebbe stata la decisione “unilaterale” del direttivo dell’Ente di corso Europa di rinviare il dibattito sul bilancio “… ben oltre il termine ultimo” di scadenza previsto dal nuovo sistema delineato della spending review. “Questo CdA naviga con gli occhi bendati – ha continuato Tropeano – Già prima del voto ad Avellino abbiamo assistito ad assunzioni fatte ad hoc. Oggi è arrivato il momento di fare chiarezza anche sulla transazione esistente tra Mose e Alto Calore (l’ammanco nelle casse dell’Acs sarebbe di circa 1 milione di euro) per quanto riguarda il Comune di Montemiletto. Questo rinvio di un mese costerà in termini economici almeno quanto sarebbe costato il nuovo CdA in un intero anno. D’Ercole – conclude Tropeano – non vede l’ora di andare via per via dei tanti, troppi conflitti che la sua gestione ha portato”.

Così anche il sindaco di Teora Farina e il neo eletto di sindaco di S. Angelo dei Lombardi Repole: “I nostri timori di un anno e mezzo fa oggi diventano realtà. Questo è solo l’ultimo atto del matrimonio malriuscito tra PdL e UdC. Questa dilazione serve solo per recuperare una alleanza politica che ormai non esiste più”.

(di seguito l’intervista a Valentino Tropeano)

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