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“Il nostro precedente fornitore di energia elettrica – ha spiegato De Stefano – ci aveva portato sul mercato di salvaguardia che tradotto in soldoni significava un enorme aggravio per le nostre spese, un danno grande che ci ha messo in difficoltà. Fino a poco tempo fa Acs non era una società affidabile per le compagnie di energia. Nel corso della nostra amministrazione – ha sottolineato De Stefano – abbiamo messo in campo una gestione da lacrime e sangue, salvaguardando stipendi e pagando le bollette energetiche. Abbiamo lavorato solo con le risorse dell’azienda, con i nostri quadri. E le previsioni dicono che per il 2015 risparmieremo fino a 4 milioni sulla bolletta dell’energia. Sia chiaro, il risultato ottenuto grazie all’accordo con Esperia non risolve tutti i problemi di Acs che si ricordi ha 104 milioni di debiti sulle proprie spalle. Occorre pervicacia e competenza e, come nel nostro caso, manifestare con sincerità il dramma che viviamo, noi che siamo ricchi d’acqua e che rischiamo di pagare di più rispetto ad altre realtà”.
In conferenza stampa è intervenuto anche Giusto: “Abbiamo operato in Campania già con Gori e Acqua Campania SpA. La messa in salvaguardia, cui è stata costretta anche Acs, è un sistema che è stato messo su per mettere insieme tutti i clienti che non pagano. Il costo e i successivi aggravi si riflettono purtroppo sulle bollette degli utenti. La battaglia di Acs è stata fatta per evitare questo”.
(di seguito la video intervista a De Stefano)