Vertice Fiat, le parti sociali: “Pratola e Flumeri non in pericolo”

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Roma – Le ‘mission’ produttive della Fma di Pratola Serra e degli stabilimenti Iveco di Flumeri non corrono pericoli. E’ quanto emerso dal tavolo nazionale tra Governo, Regioni, Fiat e parti sociali tenuto stamane a Palazzo Chigi sul futuro degli stabilimenti italiani del Lingotto.
Presente all’incontro il Governo al completo con il premier, Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i ministri del Welfare, Maurizio Sacconi, e dello Sviluppo economico, Claudio Scajola; per la Fiat presente l’ad Sergio Marchionne, mentre la delegazione sindacale ha visto i segretari di Fiom, Uilm e Fismic. Al tavolo hanno partecipato anche i Governatori delle Regioni dove insistono gli stabilimenti del gruppo torinese tra cui Antonio Bassolino.
Dunque, dal tanto agognato tavolo nazionale, le parti sociali ne escono con moderata soddisfazione, almeno per quanto riguarda la vicenda Campania. Nel corso dell’incontro odierno si è proceduto all’analisi dei macrosistemi Fiat per i prossimi mesi. In merito, forti rassicurazioni sono state date per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, la cui produzione sarà mantenuta fino al 2010 e, successivamente, saranno assegnate nuove piattaforme con uno o più modelli”. “La Fiat non chiuderà nessuno stabilimento in Italia – ha spiegato Scajola a margine dell’incontro –nel futuro si dovrà gestire un profondo processo di ristrutturazione che dovrà essere gestito a livello europeo. La chiave per gestire la competitività del settore è la ricerca mirata a realizzare prodotti ecosostenibili”.

Fma ed il suo indotto non rientrerebbero nei punti di criticità descritti dai tecnici. “Quello che manca ad oggi – sostiene Giuseppe Zaolino di Fim Cisl – è il pezzo dell’integrazione al reddito per tutti i dipendenti Fiat irpini e campani. La Fma si salva da sola per il suo curriculum, per la professionalità dei suoi uomini. Certo – ammette – ci sarà da stringere la cinghia almeno fino al termine della negativa congiuntura economica che stiamo vivendo in questi mesi ma, come ripetuto anche oggi, nessuno stabilimento corre il rischio di chiudere”.

Dal Governo arrivano quindi conferme positive sullo strumento degli ammortizzatori sociali (anche se Scajola ha ricordato che “… si avvicina il limite delle 52 settimane di cassa integrazione nell’ultimo quadrimestre 2009 per almeno dieci stabilimenti”, ndr): la palla passa ora alla Regione. “Bassolino non ha più alibi ora – continua Zaolino – la Regione dovrà attivarsi per integrare il reddito alla cassa integrazione ordinaria. Non molleremo la presa fino a quando non avremo risposte concrete e positive”.

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