Vertenza Valeo – Caruso ad Avellino: “Ci incateneremo”

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Avellino – Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Un grido corale che continua a levarsi dinanzi allo stabilimento della Valeo. Questa volta lavoratori e sindacati non sono soli. Le Istituzioni tutte, politici, amministratori dell’una e l’altra parte hanno accolto l’appello accorato di quanti – 160 unità lavorative – si trovano ad affrontare il destino dell’incertezza. Dopo la visita di Alberta De Simone, Nicola Mancino, Giuseppe Gargani, Enzo De Luca, Rosa D’Amelio , Giuseppe Galasso, Giulia Cosenza (solo per nominare alcuni) è la volta dell’esponente di Rifondazione Comunista on. Francesco Caruso che dopo aver interloquito con il responsabile sindacale Settore Metalmeccanico Luciano Vecchia e il sindaco di Avellino, senza mezzi termini veste i panni dei lavoratori. “Se non si troverà la soluzione, mi incatenerò davanti ai cancelli con loro”. Non senza però aver fatto un passaggio di verifica con i vertici della Fiat. “E’ la punta di un iceberg di una politica che consegna solo licenziamenti – continua Caruso – diritti calpestati in nome di profitti delle aziende. Credo che sia importante la difesa dei lavoratori perché è necessario rovesciare la logica… Questo è l’ennesimo effetto della politica globale neo liberista”. Dichiarazioni che fanno intravedere la volontà di essere accanto a chi sta vivendo un dramma. “Se si decideranno altre forme di lotta, io ci sarò”. Presidio permanente, una fiaccolata e la richiesta di solidarietà da parte di altri lavoratori della Fiat e non solo. Se ce ne sarà bisogno. Più soft le parole dell’on. Giulia Cosenza che mette innanzi la necessità di addivenire ad un tavolo tecnico. E… intanto, sotto il sole cocente, sono lì, nella tenda montata dinanzi allo stabilimento della zona industriale di Pianordardine per chiedere alle Istituzioni chiarezza ma soprattutto lavoro che gli sarà negato a giugno. Ebbene sì, l’azienda trasferirà le proprie commesse in Tunisia. Diverse le soluzioni prospettate ma per il momento nulla di fatto. E intanto lo stato di agitazione continua in attesa di segnali positivi da parte della Regione. Mercoledì l’incontro a Napoli, promosso da Alberta De Simone nel quale “speriamo – dichiara Vecchia – partecipino anche i vertici della Fiat. Faremo pressioni affinché venga fuori una proposta valida”.
Oggi è la Valeo, ieri la Bulloneria meridionale, la Bitron e così via. Cosa sta succedendo all’apparato produttivo dell’Irpinia?
“La provincia vive lo smantellamento dello stesso. Si sono persi 3mila posti di lavoro in tutti i settori. In crisi la Bitron, Valeo, l’ex Flextronics con 80 unità in cassa integrazione, l’Italdata con 180 unità in cassa integrazione ordinaria, la Bull, etc. etc. A fronte di tutto ciò chiediamo un intervento complessivo rispetto alla questione locale, un forte sostegno pubblico perché se pensiamo di reggere alla competizione in questo modo, la partita è persa in partenza. Sono necessari interventi di sostengo per il salto di qualità”.
Cosa pensa delle cabine di regia. Ritiene che possano essere uno strumento utile?
“Credo di sì. Sono strumenti che coordinano le attività sul territorio. Stiamo sperimentando una nuova concezione di fare politica. Da un mese i livelli istituzionali sono accanto ai sindacati. Finalmente le forze politiche si calano nei problemi dei lavoratori. Va valorizzato il lavoro della Provincia ma non solo”.
E poi la voce di un lavoratore, Barasso: “Una notte trascorsa nella tenda. C’è stanchezza ma non demorderemo. Chiediamo che l’incontro in Regione chiarisca la situazione e assicuri la tutela salariale a tutti. Anche trovando collocazioni in altre aziende del territorio. Ma il tutto questa volta va verbalizzato”. C’è chi resta in anonimato e propone iniziative… Voci di uomini e donne che manifestando pacificamente vorrebbero continuare ad intravedere la prospettiva del futuro. (t.lomb)

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