Vertenza Ilas, Pci: “Continua la discriminazione”

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“Sono passati quasi due mesi da quando i lavoratori dell’Ilas-Alveolater di San Martino Valle Caudina hanno dato vita al presidio in località tre ponti, nei pressi dello stabilimento. Il presidio è nato per le discriminazioni messe in atto dal gruppo Fantini-Scianatico che ha corrisposto una parte dei salari arretrati agli operai della Latermont, sito nel comune di Montesarchio, lasciando senza retribuzione i lavoratori sanmartinesi. Una discriminazione atta a generare uno scontro all’interno dei lavoratori, creando divisioni ed esasperazioni. A due mesi dal presidio continua la discriminazione”. Lo spiegano in una nota gli aderenti al Pci Valle Caudina.
” I lavoratori non sono disposti al ricatto messo in atto dai vertici dell’Ilas che promettono di dare una parte degli arretrati dovuti (€450,00) in cambio dello smantellamento del presidio. Il presidio deve restare perché racconta il simbolo della lotta e della resistenza, utile per risvegliare la coscienza di tutti i lavoratori sfruttati in Valle Caudina, affinché si metta in campo un vero progetto industriale non solo per l’Ilas, ma anche per rilanciare un nuovo modello di sviluppo per l’intera Valle. Chiediamo a tutte le istituzioni, le forze sociali, sindacali, alle associazioni laiche e cattoliche di costruire una mobilitazione affinché la situazione si sblocchi per riprendere l’attività produttiva e garantire 38 posti di lavoro. In un entroterra duramente colpito dalla piaga della disoccupazione, vi è la necessità di ridare dignità ad un popolo che, ogni giorno, vede calpestare, nell’indifferenza, i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione Repubblicana”.

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