Verso le regionali – Nicola Zingaretti, un segretario in piena crisi di identità

Verso le regionali – Nicola Zingaretti, un segretario in piena crisi di identità

31 Gennaio 2020

Michele De Leo – La vittoria delle elezioni regionali in Emilia Romagna non ha insegnato nulla al Partito Democratico. A quasi una settimana dalla brillante affermazione dell’uscente Stefano Bonaccini, i vertici del partito continuano a mantenere un assurdo silenzio sulla situazione della Campania. Un silenzio che non gioverebbe a Vincenzo De Luca, pronto ad essere sacrificato per favorire un’intesa con il Movimento cinque stelle. Se questo fosse il percorso, bisognerebbe riconoscere che i grillini hanno trovato in Nicola Zingaretti un ottimo capo politico per il dopo Di Maio. Il voto di Emilia Romagna e Calabria – non solo per l’affermazione di Bonaccini, ma anche e soprattutto per la scoppola subita dal Movimento Cinque Stelle – avrebbe dovuto portare il numero uno del Nazareno a battere i pugni sul tavolo, chiedere un nuovo equilibrio governativo e indicare senza remore Vincenzo De Luca candidato alla presidenza della Regione Campania. Il Governatore uscente è l’unico, oggi, a potersela giocare contro un centrodestra che parte in vantaggio in tutti i sondaggi. Immaginare un percorso diverso significa rassegnarsi al ruolo di opposizione. Ma, a creare perplessità è soprattutto la scelta del segretario dei democratici di non volersi imporre, di continuare a rappresentare la ruota di scorta di un Movimento al quale in tanti stanno già cantando il de profundis. Eppure, l’Emilia Romagna dovrebbe aver insegnato che si buona contrastare l’onda verde della destra anche senza i grillini, la cui tenuta in Campania non può essere verificata con le elezioni suppletive per un posto al Senato. Peraltro, un’alleanza con i grillini potrebbe costare il sostegno di Italia Viva di Matteo Renzi, Azione di Carlo Calenda e Più Europa che, in Emilia Romagna, pur non presentando – almeno i primi due – una propria lista, hanno contribuito alla rielezione di Bonaccini. E non manca, oggi, chi sostiene che le due forze fuoriuscite dal Partito democratico e Più Europa valgono, insieme, anche più del Movimento Cinque Stelle. Per questo, tutti si aspettavano e restano ancora in attesa di una mossa di Nicola Zingaretti. Qualunque essa sia, in grado di far capire quale percorso vuole seguire il Partito democratico in Regione Campania ma, soprattutto, in grado di togliere ogni dubbio sul fatto che il segretario dei dem non accetta senza discutere i diktat di un Movimento in piena crisi.