Verso le regionali – Il Pd chiude il cerchio tra timori e veleni: l’ennesima prova di immaturità politica

Verso le regionali – Il Pd chiude il cerchio tra timori e veleni: l’ennesima prova di immaturità politica

21 Agosto 2020

Michele De Leo – La sottoscrizione della candidatura del Presidente dell’Alto Calore Michelangelo Ciarcia pone fine al teatrino estivo che ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica irpina. Il Partito Democratico – al livello provinciale ma non solo – ha offerto, se ce ne fosse stato ancora bisogno, una prova di immaturità politica. La candidatura dell’ex sindaco di Venticano – le cui qualità non sono minimamente in discussione – è la rappresentazione delle dinamiche di un partito in cui gli interessi di una singola componente prevalgono sul bene collettivo. Il nome di Ciarcia – che merita, va ribadito, l’importante percorso intrapreso anche solo per il curriculum personale e politico – è stato inizialmente buttato nella mischia per provare a stoppare la candidatura di Livio Petitto. Così è stato: l’ex presidente del consiglio comunale di Avellino non trova spazio nella lista ufficiale del Pd, con buona pace di Rosetta D’Amelio e Maurizio Petracca, che hanno sollecitato i vertici del partito a procedere nella direzione di Venticano. La decisione di candidare Ciarcia è, dunque, arrivata al termine di un percorso tutt’altro che lineare e trasparente: lo specchio di quello che è stato il Pd, specie in Irpinia, nel corso degli ultimi anni. I discorsi sulla coerenza, sull’appartenenza e sulla presunta ambiguità politica di Petitto lasciano il tempo che trovano. Certo, le decisioni assunte nel corso del recente passato – soprattutto in occasione degli appuntamenti con le elezioni provinciali – avranno influito. Molte delle pressioni, però, sono state poste in essere soprattutto in ottica elezione. La presenza in lista di un candidato come Petitto, capace di catalizzare il sostegno di gran parte dell’amministrazione del capoluogo e non solo, avrebbe messo in discussione la riconferma nel parlamentino di palazzo Santa Lucia di Petracca e D’Amelio. Peraltro, l’ormai ex presidente del consiglio regionale non potrà contare neppure sul sostegno del fedelissimo sindaco di Teora Stefano Farina, sceso in campo in prima persona nelle fila di Centro Democratico. La candidatura di Petitto ha spaventato non poco i possibili compagni di avventura i quali, nelle ultime ore, avrebbero pure minacciato un passo indietro. Ciarcia, adesso, avrà il compito, tutt’altro che agevole, di contendere la leadership – in termini di voti – ai due uscenti, al fine di centrare l’unico seggio di lista che potrebbe scattare, anche in caso di vittoria del centrosinistra e di riconferma del Governatore uscente Vincenzo De Luca.