Vendevano colla contraffatta: intervengono le Fiamme Gialle

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A seguito di una segnalazione pervenuta al Comando di Avellino della Guardia di Finanza si è avviata un’operazione nel settore della tutela dei marchi che ha consentito di eliminare dal mercato numerosissime confezioni di colla che, in maniera del tutto arbitraria, riportavano indicazioni e logo di una famosa casa produttrice di collanti. Gli uomini della Compagnia di Avellino, agli ordini del Capitano Salvatore Serra, sulla base dei pochi elementi informativi acquisiti, hanno prima individuato gli esercizi commerciali dove venivano poste in vendita le confezioni dal marchio contraffatto, e poi hanno effettuato il blitz a salvaguardia della proprietà industriale. L’attività è stata condotta nelle mattinate di ieri e di oggi e ha portato all’individuazione di ben quattro esercizi commerciali irregolari ma anche del negozio all’ingrosso che aveva distribuito gli stock di colla non originale. Complessivamente le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro 430 confezioni di colla che, pur recando il marchio “LOCTITE – Super Attack Classic”, non risultavano esser state prodotte dalla famosa casa produttrice, poste in commercio ad un prezzo decisamente più basso rispetto al prodotto originale. Inoltre, trattandosi di prodotti soggetti ad un particolare regime autorizzativo di fabbricazione in relazione all’elevata pericolosità, gli agenti hanno ritenuto opportuno avvalersi nel corso dell’operazione della consulenza di un perito tecnico della società produttrice i cui logo erano stati utilizzati per indurre in errore gli ignari acquirenti. Un intervento che ha permesso tra l’altro di appurare come negli ultimi tempi, fosse stato registrato un deciso calo delle vendite di prodotti “regolari” con riferimento alla provincia di Avellino e ad alcune zone della Calabria.
La colla contenuta all’interno delle confezioni contraffatte è stata sottoposta ad una preliminare analisi che ha evidenziato come il prodotto, presumibilmente di produzione cinese, oltre a non avere sufficienti proprietà di fissaggio, risultasse essere di una pessima qualità. In relazione alle caratteristiche della ed alla diffusione dei prodotti in più di una provincia, deve ritenersi che le confezioni sequestrate facessero parte di una più ingente partita immessa sul mercato italiano grazie alla colpevole connivenza di commercianti senza scrupoli che, a fronte di un piccolo guadagno per ogni confezione, si sono prestati alla commercializzazione di prodotti di fatto sottratti allo stringente regime di controlli previsto per i collanti.
L’operazione si è conclusa con la segnalazione all’autorità giudiziaria per violazione degli articoli 474 e 517 del codice penale a carico delle seguenti persone, titolari degli esercizi commerciali delle confezioni contraffatte: M.A.A.R, di anni 45, originario di Haiti e residente ad Atripalda (esercizio commerciale in Atripalda); G.O., 59 anni, di Avellino (esercizio commerciale di Avellino); A.A., 40 anni, di Avellino, procuratore speciale di una ditta di Avellino; S.E., di anni 29 nata ad Avellino (esercizio commerciale di Avellino). Oltre ai 4 esercizi commerciali, nei guai anche il fornitore all’ingrosso dove i commercianti al dettaglio si approvvigionavano: in tal senso è stato segnalato all’autorità giudiziaria D.P.G di anni 27 nativo di Cercola e residente a San Sebastiano a Vesuvio, socio e gestore di una negozio all’ingrosso di Avellino. D.P.G. è stato deferito inoltre per ricettazione in quanto non è stato in grado di fornire la documentazione di acquisto della merce contraffatta sequestratagli.

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