VD/Vitucci: “Il mio anno più difficile ad Avellino. Sono in debito”

0
6

Avellino – Un’ora di confronto franco, aperto, senza filtri. Frank Vitucci analizza la stagione della Scandone Avellino che si è appena conclusa (ieri con la vittoria contro Reggio Emilia). Una stagione funestata dagli ‘infortuni’ (anche extra parquet) che di fatto hanno minato il cammino della ‘beneamata’ sin dalla preseason. “Cominciata a ranghi ridottissimi”, dirà il tecnico ex Varese che sul corso del campionato poi ha poi aggiunto: “Il fatto di essere già ‘liberi’ a metà maggio ci permette di programmare in anticipo la prossima stagione facendo tesoro degli errori fatti. Abbiamo cominciato tardi e questo è stato l’innesco di una serie sequenziale di circostanze che hanno fatto sì che questa squadra non rendesse come nelle aspettative. Il precampionato non ha avuto quella regolarità che occorreva. Già all’inizio siamo partiti arrancando, cercando il bandolo della matassa e ogni volta che pensavamo di averlo individuato poi si spostava in altre direzioni. Dallo zoccolo duro del roster – ha aggiunto – tutti si aspettavano, per primo io che sono il maggior responsabile dei risultati, un grado di coesione maggiore. Invece, abbiamo fatto fatica durante l’anno a trovare quel guizzo che desse il via a una serie di vittorie o a una continuità di rendimento che c’è stato paradossalmente solo nel momento più complicato del nostro campionato, ovvero con l’uscita dal roster di Dean e Richardson. Partiamo da oggi per affrontare con lucidità e per tempo l’organizzazione del nuovo roster. Abbiamo il tempo necessario per costruire un team che in campo produca un basket più vicino alle mie idee”.
La massima serie è nella bufera dopo il caso Siena. Intanto, ad ottobre, comincerà la quindicesima stagione consecutiva in A per l’Avellino: “E’ motivo d’orgoglio – ha detto Vitucci – Chiunque l’anno prossimo andrà in campo dovrà tenerlo bene in mente”.

Ma cosa non ha funzionato quest’anno? “E’ mancata la coesione anche mentale del gruppo, mi aspettavo un tasso di atletismo migliore, ci voleva un po’ di fortuna in più con Foster e poi altri problemi di natura tecnica. Mentalmente avremo bisogno di giocatori molto motivati. Quest’anno c’è mancata aggressività, atletismo, energia a livello generale. Non c’e’ stato sempre il cento per cento di empatia nel gruppo. Senza dubbio, questo è stato il più complicato dei miei anni ad Avellino. Ma con la città e col pubblico ho un debito. Questa è per me la molla emozionale che mi ha spinto a restare, al di là del rapporto contrattuale che mi lega con la società”.

(a seguire il video dell’intera conferenza stampa)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here