Avellino – La battaglia contro l’usura è prima di tutto una battaglia di cultura e di coscienza. Parte da quest’assunto l’iniziativa presentata oggi in Prefettura ad Avellino e denominata Sportello “SOS Giustizia – Servizio di ascolto e assistenza agli imprenditori”. Si tratta di un servizio volto ad offrire un sostegno concreto alle vittime o alle potenziali vittime dell’usura e del racket delle estorsioni, oltre che un accompagnamento ai familiari delle vittime di mafia nella burocrazia amministrativa e nella complessa legislazione in materia, fino all’affiancamento nel difficile percorso della denuncia da parte dei testimoni di giustizia.
All’incontro hanno preso parte il Viceministro Filippo Bubbico, il Prefetto Carlo Sessa, il Presidente dell’ente camerale, Costantino Capone e don Marcello Cozzi, in qualità di Vice Presidente di “Libera, Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie”. Presenti in sala il procuratore Rosario Cantelmo, il Questore di Avellino Maurizio Ficarra, il comandante provinciale di Avellino Giovanni Adinolfi, il comandante delle Fiamme Gialle Costantino Catalano, i parlamentari irpini Cosimo Sibilia, Giancarlo Giordano, Angelo D’Agostino, Valentina Paris e l’ex senatore Enzo De Luca, i deputati regionali Pietro Foglia e Rosetta D’Amelio. “L’iniziativa odierna – ha spiegato l’esponente del Governo – intende favorire la costituzione di un fronte comune, di un impegno a denunciare i fenomeni come il racket e l’usura. A causa della crisi, spesso le imprese che perdono le proprie credenziali di fronte alle banche sono destinate al mercato illegale del credito. Noi dobbiamo agire affinché questo non avvenga”.
Il viceministro Bubbico, nell’introduzione della sua relazione, ha inteso complimentarsi con il capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo, “… impegnato – ha detto – in una attività preziosissima per la diffusione della legalità”.
LE CRITICHE DEL M5S – Bubbico, la cui visita ad Avellino è stata fortemente stigmatizzata dal Movimento 5 Stelle (è rinviato a giudizio dalla Procura di Potenza per abuso d’ufficio, ndr), ha così replicato alle critiche: “Resta legittimo il giudizio delle parti politiche – ha spiegato – io sento semplicemente il dovere di esercitare la mia funzione istituzionale al servizio della comunità. Ho rinunciato alla prescrizione pur essendo il reato prescritto; la magistratura farà il suo corso e ne trarremo le conseguenze”.
NESSUN TERRITORIO E’ IMMUNE DALL’USURA – Così invece Costantino Capone: “Dall’ultima relazione della DIA emerge che sicuramente, anche in Irpinia, c’è un movimento di carattere malavitoso. Ma la provincia irpina risulta essere ancora abbastanza tranquilla. Dopo sei anni di crisi intensa, in Irpinia come nel resto del Paese gli imprenditori sono allo stress e al collasso. Ed è questo il periodo più duro, l’impresa non ce la fa più, il sistema bancario non è più presente come prima. Perseguire oggi la legalità è costoso. La malavita ha come obiettivo quello di impossessarsi dell’impresa sana. La nostra classe imprenditoriale non è ancora attrezzata per fronteggiare a livello culturale il racket”. Infine, don Marcello Cozzi di Libera ha sottolineato che “… non esiste alcuna isola felice in nessuna parte d’Italia. L’usura è un fenomeno dilagante ovunque. In questo momento l’usura è il BOT delle mafie. Ma dall’abbraccio del racket e dell’usura si esce solo con la denuncia perché stiamo parlando anche di un problema culturale oltre che economico e giuridico”.
