VD/Operai CGS in agitazione. Zaolino: “No a ingresso di speculatori”

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Montefredane – Si fermano i 79 lavoratori del Consorzio Gestione Servizi (Cgs), braccio operativo dell’ASI di Avellino che si occupa del trattamento e depurazione dei reflui nelle 13 aree industriali della provincia. I vertici dell’Asi infatti hanno deciso di mettere in liquidazione il consorzio. L’ingresso dei privati preoccupa e non poco i lavoratori. I sindacati di categoria, da parte loro, non accettano la decisione: Fim Cisl, Fiom Cgil, Fismic e Uilm hanno annunciato così l’intenzione di richiedere un incontro urgente sulla questione al presidente dell’Asi Giulio Belmonte.
“Noi lavoratori del Cgs – hanno detto questa mattina gli operai del consorzio di via Pianodardine – siamo sul piede di guerra per le preoccupazioni derivanti dall’arrivo di privati all’interno del consorzio. L’iniziativa dell’Asi ha innescato una nuova fase che potrà sfociare anche in una serie di manifestazioni che rimetterebbero a rischio il funzionamento del sistema industriale. Sulla testa dei lavoratori pende la minaccia di una forte limitazione dei posti di lavoro. Noi abbiamo già dato, siamo reduci da un quinquennio di contratti di solidarietà. A Belmonte chiediamo di congelare l’ipotesi di messa in liquidazione del consorzio”.

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Giuseppe Zaolino della Fismic avvisa: “Con l’assemblea odierna intendiamo dare un monito a tutte quelle persone che pensano di privatizzare la cosa pubblica in Irpinia per metterla in mano a chi invece vuole speculare. Se arrivano i privati si metterà a rischio la tenuta ambientale e rischiamo di perdere circa 40 posti di lavoro. Dobbiamo passare subito ad un confronto con l’Asi, dobbiamo spingere affinchè si scongiuri la messa in liquidazione del Cgs. La situazione debitoria del Consorzio dipende direttamente dalla gestione che ne ha fatto l’Asi”.

(di seguito le interviste a Zaolino e ai lavoratori)

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