VD/De Mita e Bertinotti, divisi su Berlinguer. “E gli Intillimani..”

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Salza Irpina – La figura di Berlinguer è stata al centro del serrato dibattito che si è svolto a Villa Di Meo a Salza Irpina tra Ciriaco De Mita, leader storico della Dc, già presidente del consiglio e oggi sindaco di Nusco, e Fausto Bertinotti: “Con la morte di Berlinguer è finito simbolicamente il Pci che conoscevamo – ha detto l’ex presidente della Camera – oggi quel personaggio sarebbe inattuale perché manca la scena nella quale potrebbe muoversi”. E parlando del caso SeL, Bertinotti ha sottolineato: “Prima esistevano due sinistre, oggi non ne esiste alcuna. Il problema è reinventarla”.

Nell’accattivante duetto sono proprio le parole del leader di Nusco a destare più di una riflessione. E anche qualche sorriso, come quando De Mita parlando con Bertinotti ha spiegato: “Non sono mai stato comunista, forse per incapacità”. Pronta la replica di Bertinotti: “Ma nessuno è perfetto”.

De Mita offre una lettura diversa della figura di Berlinguer, quasi antitetica rispetto alla versione di Bertinotti, comunque incentrata sulla riflessione dalla necessità di recuperare la democrazia rappresentativa. “Togliatti è stato il più grande dirigente del Pci; caricava il Pci di tensione per la libertà che il partito non aveva. Sono stato antifascista, mai anticomunista perché non lo capivo ma i miei problemi erano gli stessi dei comunisti anche se loro proponevano diverse soluzioni”. Di qui il rapporto tra le grandi ideologie, quella democristiana, quella socialista e appunto quella comunista. Qui De Mita ha rivelato di essere stato “… protagonista della caduta di Pinochet in Cile”, sottolineando con un simpatico aneddoto che “… anche gli Intillimani, quando fui invitato a Santiago del Cile, vennero a stringermi la mano per aver lavorato per la modifica del quadro politico nel loro paese, sino all’elezione del presidente Aylwin”.

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