VD/ Volley – Guerrera: “Affossati di proposito”. Sidigas nel mirino

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Il trofeo della Coppa Italia è ancora lì a fare bella mostra nella sede della Pallavolo Avellino. Ma non c’è nulla da festeggiare. Il corteo “de profundis” per la squadra irpina è partito,anche la sede non emana più quel profumo di una volta, la tumulazione “di titolo e storia” avverrà tra una settimana. 7 giorni di agonia ancora. Perché le carte federali parlano chiaro: per essere cancellati definitivamente bisogna saltare due incontri. Il tempo c’è ma la voglia non tanta. I miracoli possono sempre avvenire…ma è una utopia rispetto alla districata questione che ruota intorno alla società sportiva. Le carte bollate tra la parti sono già partite, il filo di armonia che c’era in passato è solo un ricordo. Chi da una parte (sponsor Sidigas in primis) chi dall’altra (presidente Guerrera) ha le proprie motivazioni. Da una campana all’altra, non è che tanto si capisce. Anche perché si gioca molto sul sottile, tanto che i primi passi verso le scale del Tribunale sono stati già intrapresi. Dell’aspetto tecnico-tattico poco importa, ormai la squadra si è dissolta, sono rimasti solo in cinque sei atleti, gli altri già hanno fatto i bagagli. Antonio Guerrera, dopo un silenzio studiato e volontario ritrova la parola. Per raccontare la sua versione. “Pensavo che potesse servire. Ma non è stato così. Chi voleva salvare la squadra non ha voluto. Non bisogna trovare il colpevole, ma la verità (quella di Guerrera ndr) devono saperla i tifosi, la provincia e la mia famiglia. Non dobbiamo far passare chi voleva salvare la pallavolo come eroi”. E inizia a dare i primi numeri: “non ci sono debiti, società solida anzi ci sono anche dei crediti ancora da riscuotere”. E qui che Guerrera incalzato dalla stampa chiarisce: “Sidigas ha una sponsorizzazione di circa 200mila euro l’anno. Ci deve ancora un residuo del 70% rispetto alla scorsa stagione. Più logicamente quello in corso”. Qualcuno ride, altri rimangono impietriti. “Per fare un campionato come il nostro ci vogliono 700mila euro all’anno. Solo il 40% – 50% dell’importo è coperto da sponsorizzazioni. A fine mese dovevamo incassare anche una prima trance da Hs ma il contratto purtroppo è saltato”. E rispetto all’azienda, nota nel settore informatico Guerrera aggiunge: “ci eravamo visti con Gubitosa per poter trovare una soluzione. Ma l’imprenditore voleva certezza che le somme degli altri sponsor fossero incassate. Ma onestamente non potevo garantire ciò. Hs avrebbe proseguito il campionato accollandosi la parte rimanente”. E sugli spiragli futuri: “ora con la risoluzione di alcuni contratti con gli atleti più importanti il campionato costa molto meno per finirlo. Ma non credo che ci siano persone disposte a investire”. Sul lato strettamente sportivo: “ormai dalle stelle siamo caduti alle stalle. Siamo diventati la barzelletta d’Italia. Provo tristezza, ma non so più cosa fare. Siamo stati ingannati dallo sponsor, se qualcuno non aveva volontà a continuare a mantenere il proprio marchio con la Pallavolo bastava dirlo e non firmarli. Ci siamo fidati ed ora ci troviamo in questa situazione incresciosa. Le carte sono qui a disposizione di tutti. Anzi Sidigas ci ha addirittura messo in mora per il non pagamento del Palazzetto e inviato una lettera di diffida per aver abbinato un ulteriore marchio a loro non previsto dal contratto. Ma perché solo ora se ne è accorta, dopo che nel dicembre scorso entrò Hs, sui giornali De Cesare dichiarò che era soddisfatto di questa nuova partnership? “ Domande che non troveranno mai risposte, anche perché se Guerrera continua a dire che i rapporti con De Cesare sono buoni e cordiali, i fatti dimostrano il contrario. “Sidigas aveva manifestato la volontà di prendere in mano la squadra dall’ 1 dicembre, ma tutto il resto sarebbe dovuto ricadere su di noi. Tale operazione non sarebbe stata possibile per regole federali”. E tra un smorfia di rancore, Guerrera non risparmia critiche a chi contro la volontà della società ha tenuto una conferenza stampa. Si riferisce a Scapatticcio e Totire: “scelta loro di aver fatto la conferenza. Non era autorizzata. Giuridicamente ne risponderanno nelle sedi opportune. E’ vero che attendevano stipendi e premi maturati. Ma stiamo parlando di circa 5mila euro per Totire e qualche mensilità per Scappaticcio ed altri. 30mila euro tra tutti gli altri. Anche loro hanno sbagliato”. (di Nicola Santulli)

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