VD-FT/ D’Alema vs Renzi: “Partita aperta. Pronto a dare battaglia”

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Massimo D’Alema sbarca ad Avellino in occasione dell’iniziativa organizzata dall’associazione Europa 2020 e, da vecchia volpe della politica, non smentisce il piglio ironico e un po’ saccente, al quale ci ha abituato negli ultimi trent’anni della storia di questo Paese.
Tra l’entusiasmo dei molti che sono e resteranno eternamente dalemiani, ma anche di chi ne riconosce la sagacia e l’alto profilo intellettuale ha risposto alle domande incalzanti di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Campania.
L’intervista si è aperta con la notizia che ha occupato le prime pagine dei giornali negli ultimi giorni, la decadenza di Silvio Berlusconi: “Credo che l’ex senatore, abbia voluto drammatizzare un evento scontato. Non è vittima di alcun complotto, la vicenda giudiziaria è frutto della condotta illecita di un uomo che ha ritenuto di essere al di sopra della legge e se avesse voluto bene al suo partito si sarebbe dimesso prima”.
Intanto la decadenza del Cavaliere apre nuovi scenari di cui leader Maximo è ben consapevole. Infatti nel centrodestra la scissione del Pdl non ha avuto ripercussioni in termini di voti, anzi i sondaggi registrano una risalita, mentre per quanto riguarda il Governo l’addio di Forza Italia alle larghe intese comporta un passaggio in Aula in cui deve essere sancita la nascita di una nuova coalizione a sostegno di Letta. “E’ giusto che ci sia una verifica. Certo non siamo più al Governo con Berlusconi e questo non può che essere un bene perché non siamo esposti alle bizze, ai ricatti e ai rischi di una destra estremista. Per quanto riguarda i voti del centrodestra tutto, quando ci si chiama traditori in piazza non credo che poi si possano sommare”.
Ma la partita non si gioca contro Berlusconi, le attenzioni di D’Alema sono tutte rivolte al suo massimo antagonista del momento: Matteo Renzi. “Sono pronto a dare battaglia, anche perché mi diverto – dice”. Secondo l’ex presidente del Consiglio la partita è tutta da giocare e mai fidarsi dei sondaggi: “I sondaggisti sono una categoria a rischio: sbagliano sempre. Sono numeri scritti a caso che non hanno gli strumenti di percezione della realtà”. Salvo poi contraddirsi e appellarsi ai sondaggi quando sfavoriscono il sindaco di Firenze:“ Il trend non gli è favorevole, Renzi è al 56% e per uno che è sostenuto dall’establishment politico, dai maggiori quotidiani nazionali a dai poteri economici è molto poco”.
D’Alema picchia duro contro il candidato sindaco, ma il disappunto nei suoi confronti sta principalmente nell’idea di partito che non deve essere un trampolino di lancio verso Palazzo Chigi, ma un insieme di persone unite nel nome dei valori della sinistra e della cultura democristiana. “Il punto di differenza e nella concezione del partito, nella concezione della politica come macchina elettorale al servizio di un leader. In questo Renzi è figlio di una stagione culturale che è stata quella del berlusconismo”.
Al contrario Gianni Cuperlo incarna a pieno gli ideali per cui è nato il Pd: “Nessuno immaginerebbe mai Cuperlo che va da Briatore, o ad Arcore da Berlusconi. Io voglio un segretario per il quale queste cose siano inimmaginabili – aggiunge l’ex Premier”.
D’Alema punzecchia tutti, anche il suo vecchio amico Bassolino: “Sono lieto per lui che questo incubo giudiziario si sia concluso, ma data la sua opinione pro Renzi spero si prenda ancora un po’ di riposo, almeno fino all’8 dicembre”. E ci va giù pesante su Enzo de Luca di Salerno: “Mi hanno stupefatto le sue dichiarazioni, ma sono comprensivo verso il genere umano anche se non tutti meriterebbero comprensione. Nel Pd, però non vige la regola con cui si conclusero le guerre di religione. De Luca continua a pensare come l’Europa del ‘500, quindi divenuto Renziano lui, tutti devono abbracciare la sua religione, gli comunico che siamo nel XXI° secolo”. Infine non le manda a dire nemmeno a De Magistris: “Lui non corrisponde alla mia idea di nulla, né come Pm, né come politico, né come amministratore”.
Tra stoccate e battute al vetriolo Massimo D’Alema ha voluto anche tessere le lodi di qualcuno: “Ho grande ammirazione per Valentina Paris e so per certo che Cuperlo intende proporla nella delegazione Parlamentare che fa parte dell’ assemblea del Partito. C’è da parte sua un grande atto di fiducia vero di lei”. (di Rosa Iandiorio)

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