Valente ‘bacchetta’ Fierro ed altri su De Mita e il.. rinnovamento

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Mercogliano – Politiche tra ricorsi storici e novità. Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata da Modestino Valente, capogruppo di opposizione a Mercogliano tra le fila di Sinistra Democratica.
Che Fierro ed alcuni ex Ds sponsorizzino De Mita per la candidatura nelle liste del Pd non ci sorprende. Adesso sono un tutt’uno, uno stesso partito. Che lo facciano anche alcuni ex della margherita, mentre alcuni sono contrari è normale.
Quello che ci sorprendono sono le motivazioni. Sentire affermare che le ‘liste del Pd senza De Mita sono monche di una capacità di sintesi politica, di una modernità di un pensiero politico’ è veramente il colmo.
I cosiddetti rinnovatori tanto attivi e frenetici, tanto sgomitanti nei DS, appena sono trasmigrati nel Pd si sono posti proni ed ossequiosi.
A tutti è noto lo scontro politico che c’è stato nel passato in Irpinia. Gli anni trascorsi sono stati caratterizzati da una lotta per il rinnovamento della politica.
Fra le motivazioni vi erano quella che individuava in De Mita e D’Ambrosio ‘i capi’ da mettere da parte per far avanzare una nuova classe dirigente.
I più accaniti sostenitori di questo, inutile dirlo, erano i bassoliniani dei DS, oggi nel PD.
Nel passato, anche recente, sono stati riempite pagine di giornali, vi sono stati tentativi di monopolizzare intere riunioni di partito per spiegare l’influsso negativo sulla politica irpina di De Mita e insieme allo stesso si tentava, maldestramente, di accomunare anche D’Ambrosio.
E adesso? Come mai è scomparsa d’improvviso tanto veemenza e tanta contrarietà alla politica e all’uomo De Mita? Come mai è possibile che si è arrivati alla “essenzialità” di De Mita per il rinnovamento.
Vi è da pensare che la lotta all’interno dei Ds era quella di uniformare l’azione e i comportamenti ad una pratica politica di potere bassoliniana e demitiana, e chi si opponeva doveva essere combattuto ed estromesso a partire da D’Ambrosio. Oggi, quella battaglia di posizione all’interno dei DS è chiara a tutti, anche a chi allora non la volle vedere.
Cosa è cambiato, dunque? Come è possibile che Veltroni predica ai quattro venti che vuol rinnovare la classe dirigente italiana, mentre qui in Irpinia si è a baluardo di un protagonista del tempo passato, addirittura raccogliendo le firme a sostegno per la candidatura nelle liste del PD?
E come mai prima c’era una classe dirigente che chiedeva spazio e assunzione di responsabilità, mentre oggi la si ritiene inadeguata ed è ‘immagine e somiglianza della frammentazione della società’, ‘corporativizzata e particolaristica’, e per evitare ‘un vero e proprio salto nel buio ed all’indietro’ ci si affida al capo?
Sono domande queste che meriterebbero una risposta
”.

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