Usura:600mila le famiglie taglieggiate, il fenomeno anche in Irpinia

22 Novembre 2005

Sono oltre 600 mila le famiglie taglieggiate dall’usura in Italia, con tassi di interesse che vanno dal 180% al 240%, fino a superare il 300% e raggiungere anche il 450%. E’ il dato, riferito ad una ricerca promossa dalla Banca d’Italia, ricordato dal mons. Alberto D’Urso, segretario della consulta nazionale antiusura, nel corso del convegno ”10 anni di solidarietà” organizzata dalla stessa consulta in occasione del decimo anniversario della sua costituzione. La stima dei finanziamenti usurari raggiunge un giro di affari di 25 mila miliardi di vecchie lire. E’ una pratica molto diffusa a Palermo, Messina, Catanzaro, Bari, Pescara e Frosinone, in rapporto al numero di abitanti, e’ inoltre fortemente presente nelle province di Latina, Avellino e L’Aquila. Per quanto riguarda invece le caratteristiche dell’usuraio, sebbene non siano univoche, nella maggior parte dei casi e’ un uomo, come del resto la vittima, ma anche il numero delle donne e’ consistente (30%) e aumenta di oltre 10 punti percentuali (41%) se si prende in considerazione il coinvolgimento di un famigliare (quasi sempre il coniuge). Per quanto riguarda l’eta’, sia gli usurai che gli usurati sono per lo piu’ persone tra i 41 ed i 55 anni. Per quanto concerne invece l’attivita’ lavorativa delle vittime emerge che nella maggior parte dei casi (46%) si tratta di commercianti, seguono imprenditori (22%), artigiani (20%), lavoratori dipendenti (13%) e professionisti (5%). Le fondazioni antiusura, e’ stato l’appello finale di mons. D’Urso, “…propongono ai ricchi di condonare o almeno ridurre i debiti delle persone povere; agli usurai di restituire, se ancora possibile, i beni che hanno sottratto alle vittime; alla chiesa di favorire la nascita e servizio delle fondazioni (ad esempio con i proventi dell’8 per mille); alle famiglie italiane di ‘adottare’ una famiglia in difficolta’ caduta nelle mani degli usurai; alle parrocchie e agli istituti religiosi di promuovere accanto ad una cultura anti-debito iniziative di solidarieta’ concreta, sostenendo il fondo diocesano di garanzia per le vittime dell’usura; allo stato, infine, di promuovere la vita sociale secondo autentici principi di legalita’ che trovano la loro motivazione nella dignita’ della persona umana”. (di E.B.)


Nessun commento Presente

Comincia una conversazione

Ancora nessun commento!

Puoi essere il primo a cominciare una conversazione

I Tuoi dati saranno al sicuro!L'indirizzo email non verrà pubblicato. Anche altri dati non saranno condivisi con terzi.