Usura e camorra: Melchionna, segretario Cisl, chiama le istituzioni

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Avellino – “Ogni discorso sulle prospettive di sviluppo per la nostra provincia deve necessariamente riguardare due importanti problemi che affliggono il nostro territorio: la presenza della criminalità organizzata e l’inquinamento ambientale. Mi riferisco a due elementi che, soltanto dieci anni fa, non furono considerati come caratteristiche negative da fronteggiare, quando si definirono gli accordi per il Contratto d’Area e per i Patti Territoriali. Oggi, la situazione è radicalmente diversa e non certo in senso positivo. La nostra provincia è considerata dalla criminalità organizzata come un fertile territorio di espansione, per il riciclaggio di denaro in settori quali l’edilizia ed il commercio, oppure per l’imposizione di tangenti in ogni settore produttivo. A tutto questo si aggiunga la recrudescenza di un antico male di questa provincia, l’usura, che colpisce indistintamente imprenditori e famiglie. La criminalità, la camorra (chiamiamo la cose con il loro nome più brutto per farci capire), oggi come oggi sono uno dei maggiori ostacoli per gli investimenti in Irpinia. Imprese colluse con i clan malavitosi, oppure imprese costrette a pagare tangenti e ad assumere manovalanza criminale, sono soggetti che a solo volta producono lavoro nero, non rispettano i diritti fondamentali dei lavoratori alla salute ed alla giusta retribuzione. Quasi sempre, l’illegalità ora descritta nei processi produttivi, produce uno sfruttamento criminale del territorio: anche da noi si moltiplicano gli esempi di aria, di terreni, di acque inquinate, senza che nessuno denunci adeguatamente la gravità delle conseguenze per le nostre comunità. È giunto il momento, dunque, di fare ordine e di mettere le cose in chiaro una volta per sempre: la legalità è il punto di partenza e non di arrivo di ogni discorso serio relativo al futuro di questa provincia. Da tempo, il Sindacato ha iniziato la battaglia per la legalità, a difesa dei lavoratori e di tutti i cittadini campani ed irpini in modo particolare. È una battaglia che ogni giorno noi combattiamo sui luoghi di lavoro, dove i nostri rappresentanti si scontrano con chi vuole imporre logiche che nulla hanno a che fare con le sane regole di convivenza. Ma il Sindacato intende spendere il proprio impegno anche attraverso un confronto con le Istituzioni, che sino ad ora hanno mostrato soltanto superficialità ed indifferenza su questi temi. Chi rappresenta i lavoratori, oggi è per il suo stesso ruolo un presidio contro l’illegalità; non coinvolgere, dunque, il Sindacato, sulla stipula dei patti per la legalità, più che una mortificazione, è la prova che non vi è ancora una adeguata consapevolezza della sfida che le Istituzioni di questa provincia devono fronteggiare”.

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