Uso improprio del cellulare aziendale? Scatta il licenziamento

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Usi e… abusi del cellulare: la Corte di Cassazione ha infatti stabilito che ‘costituisce giusta causa di licenziamento’ l’uso del telefonino aziendale a fini privati. L’esclusione può scattare anche se ad utilizzare il telefonino è un familiare dell’impiegato. La Cassazione ha così rigettato il ricorso presentato da un tecnico della Telecom che nel 2001 si era visto recapitare una lettera di licenziamento per aver usato il cellulare aziendale in dotazione a scopi personali. La Corte d’Appello di Lecce, nell’istanza presentata dall’operaio aveva dato ragione all’azienda. L’uomo infatti era stato accusato di aver fatto letteralmente abuso di sms inviando un numero spropositato di messaggi. Poi la sorpresa, forse anche un po’ scontata: il vero autore del ‘reato’ era infatti il figlio 20enne che aveva approfittato della situazione tutte le volte in cui il padre lasciava incustodito il cellulare. A nulla è servita l’obiezione dell’autore improprio che aveva fatto appello alla sua non responsabilità e al fatto che per 30 anni aveva lavorato senza mai un rimprovero e con una condotta sempre in linea con il luogo di lavoro. Ma le spiegazioni non sono bastate ad evitare il licenziamento che ha avuto addirittura ‘effetti collaterali’: la Telecom, infatti, ha presentato un esposto anche nei confronti del figlio. Oggi la sentenza della Suprema Corte che si è pronunciata definendo la circostanza ‘un grave inadempimento contrario alle norme del comune vivere civile’ e approvando il licenziamento in relazione ‘agli indebiti vantaggi conseguiti dal dipendente in danno della datrice di lavoro’.

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