Usanze e tradizioni per mettersi alle spalle il 2010

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Se la tradizione del Natale è un misto di riti antichi e moderni, alcune antichissime usanze permangono nelle nostre celebrazioni di fine anno. Una di queste è certamente quella di appendere un ramo di vischio sull’uscio di casa. Questa usanza nasce dal potere che i Druidi del nord Europa attribuivano a questa pianta, ritenuta magica e curativa. I Druidi ritenevano infatti che quando due nemici si fossero incontrati sotto una pianta di vischio, avrebbero dovuto deporre le armi e concedere una tregua alle loro ostilità. Da allora l’usanza di appendere del vischio sulla porta di casa, per garantire pace e serenità all’interno della propria dimora, si è estesa in tutto il mondo.Poiché il vischio era anche la pianta della dea Anglosassone Freya, protettrice dell’amore e degli innamorati, si è diffusa anche l’usanza di scambiarsi un bacio sotto al vischio, per promettersi amore e affetto e per augurarsi un periodo di felicità in casa. Infine la sera del 31 togliete tutti i vecchi calendari che avete in casa. Bruciateli tutti la mattina di Capodanno, dopo averli avvolti in lana rossa, dicendo: “Anno vecchio brucia qua e la sfortuna se ne va”. E per ripulire la vostra casa dalle negatività dell’anno che sta finendo, procuratevi un ramo o un pezzetto di legno di abete, 12 chiodi di garofano, 12 bacche di ginepro, una candela bianca e una nera.Prima della mezzanotte del 31 dicembre stendete un telo per terra vicino alla vostra porta d’ingresso, poi accendete la candela nera, quella bianca e il legno d’abete con i chiodi di garofano e le bacche di ginepro (che avrete preparato già a pezzetti in un incensiere con relativo carboncino d’accensione). Lasciate consumare fino alla fine.

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