L’orgoglio del popolo irpino è venuto a galla. La rabbia di quanti hanno a cuore la sorte dell’Avellino è stata gridata. La rabbia di chi sta vedendo distruggere con risultati tutt’altro che lusinghieri, dentro e fuori dal campo, 96 anni di storia. L’appello lanciato da chi segue con passione una casacca sempre più sbiadita – per colpa di una società senza programmi – è stato accolto: 2500 persone pronte a far sentire la propria voce, anziani, giovani, bambini, tutti, nel loro piccolo, pronti a dire la loro. Una striscia a tinte biancoverdi che ha protestato pacificamente contro la direzione non certo positiva della 1912. Chi ha a cuore le sorti del lupo, chi ama questi colori, è sceso in piazza per dimostrare a Massimo Pugliese ancora una volta il dissenso nei confronti della sua gestione. Una mobilitazione di massa, non solo nei confronti del patron obiettivo focale della marcia, ma anche del Prefetto Blasco e del sindaco Galasso. Stanchi di stadi chiusi, penalizzazioni, umiliazioni su e giù per lo stivale, hanno deciso di dimostrare contro chi a loro avviso sta ammazzando il calcio, almeno ad Avellino, ma non la loro passione. Il popolo biancoverde meriterebbe sicuramente di più.
Un corteo che ha avuto inizio alle 16.00 davanti ai cancelli dello stadio Partenio con uno striscione ad aprire le ostilità: “Per un futuro senza più offese via i fratelli Pugliese” … e che per le vie della città ha coinvolto sempre più appassionati. “Fermate quest’uomo”… l’ironico cartello tra le mani di molti rivolto verso il numero uno della società di Contrada Archi. Di chi ha voluto far capire che si sta giocando con un sentimento troppo forte. Per protestare contro chi in cinque anni di gestione è riuscito ad allontanare i tifosi dallo stadio. La manifestazione è proseguita per via Capozzi e via Piave, fino a giungere dinnanzi al Tribunale, dove una volta sorgeva la ‘vecchia tana del lupo’. Il Piazza D’Armi. E dove è stato ricordato con affetto il capitano Adriano Lombardi – a cui è stato rivolto un lungo applauso tra la commozione di tanti – e dove sono stati ricordati gli anni della massima serie. La marcia è proseguita fino all’abitazione di Massimo Pugliese a palazzo Ercolino, dove è comparso uno striscione, lasciato al termine della protesta in piazza: “Non strumentalizzati ma incazzati contro questa società per la nostra dignità”.
Aspettando i risultati dal campo, adesso, si attende la reazione della società, invitata per l’ennesima volta a passare il testimone con una vibrante protesta che di certo non finirà in cantina. (di Sabino Giannattasio)
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