Uno spazio artistico dove far germogliare i talenti. Nasce ad Avellino “LiminaLab”

Uno spazio artistico dove far germogliare i talenti. Nasce ad Avellino “LiminaLab”

4 Settembre 2019

Uno spazio artistico dove far germogliare i talenti. Un luogo dove accogliere le creatività più disparate e promuovere l’arte in tutte le sue declinazioni, mantenendo come principale punto di riferimento il Teatro e la Danza.

Sabato 14 settembre, alle ore 18:30, in via Sant’Antonio Abate 1/C ad Avellino si inaugura LiminaLab, un laboratorio artistico e creativo nato dall’intuizione di Clif Imperato e Simona Manzo che hanno dato voce ad una esigenza che viene da lontano: attrezzare un luogo fisico dove sperimentare e creare, uno spazio autonomo dove esprimere la propria natura.

“L’esigenza di un luogo fisico come LiminaLab viene da lontano e accomuna la maggior parte degli attori, dei registi e di tutti coloro che fanno teatro. Come molti miei colleghi che fanno teatro, mi sono ritrovato, negli anni, a dover provare spettacoli in garage, saloni, spazi all’aperto che, di volta in volta, venivano trasformati in sala prove per l’occasione – spiega il maestro Clif Imperato, animatore di una delle più apprezzate esperienze teatrali in città con Limina Teatro, l’associazione che propone laboratori e spettacoli di teatro contemporaneo, promuovendo la ricerca di nuovi linguaggi espressivi”.

Tappa fondamentale dell’associazione Limina Teatro è stato l’incontro con Simona Manzo, artista e performer di Danza, e la condivisione con lei di un certo modo di vedere l’arte, in particolare l’arte performativa. Questo è stato determinante per la nascita di uno spazio autonomo come LiminaLab che, oltre a proporre laboratori e corsi di teatro e danza, rappresenterà un luogo nel quale poter sperimentare e rendere reali idee e progetti artistici.

Del rapporto che intercorre tra la Danza e il Teatro ne parla Simona Manzo, danzatrice e coreografa. “La stessa osmosi attraverso la quale la danza comunica con il teatro, l’uomo comunica con il proprio spazio. Un luogo, una città da riscoprire attraverso un’espressione corporea e recitativa in cui il gesto diventa danza e la danza ritorna al gesto, il movimento racconta la parola ed il suono attraverso uno stato emotivo di intensa partecipazione”.