Università virtuose: maglia nera per gli Atenei campani

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Premiate le virtuose, bocciate le sprecone. Via libera del Cdm alla nuova Agenzia (Anvur) che valuterà la qualità degli atenei e della ricerca. L’Anvur deciderà su fondi da distribuire agli atenei migliori. Le rilevazioni prodotte saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle Università e agli Enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori. Il Regolamento approvato oggi rende – si legge nella nota del ministero dell’Istruzione – l’Anvur più autonoma rispetto a quanto previsto nella precedente legislatura. Il presidente e il Comitato di selezione che individuerà i membri del Consiglio direttivo saranno nominati infatti dal presidente della Repubblica e non più dal governo.
La nuova Agenzia sostituisce e unifica i due comitati di valutazione attualmente esistenti: il Cnvsu (che valuta le Università) e il Civr (che valuta la ricerca). L’efficienza e l’efficacia dell’attività’ didattica sarà valutata sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro; Le strutture delle Università e degli enti di ricerca, i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master universitari e le scuole di specializzazione; L’acquisizione di finanziamenti esterni, l’attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati; Valuta attraverso criteri internazionali la qualità e i risultati della ricerca. Si userà dunque il sistema peer review, cioè la valutazione anonima di illustri accademici internazionali.
Altri compiti dell’Anvur: elabora e propone al ministro i requisiti quantitativi e qualitativi per l’istituzione di nuove Università o di sedi distaccate, per l’attivazione di tutti i corsi di studio universitari, dei dottorati di ricerca, dei master universitari e delle scuole di specializzazione; valuta i risultati degli accordi di programma ed il loro contributo al miglioramento della qualità complessiva del sistema universitario e della ricerca; valuta l’efficienza e l’efficacia dei programmi pubblici di finanziamento e di incentivazione delle attività didattiche, di ricerca e di innovazione. Ogni anno l’Anvur redigerà un rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca che sarà presentato al ministro e trasmesso al presidente del Consiglio dei ministri, al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) e al Parlamento. L’Agenzia sarà composta dal presidente, da un Consiglio direttivo e dal Collegio dei revisori dei conti. Tutti resteranno in carica per 4 anni e non potranno essere nuovamente nominati. Il Consiglio direttivo determinerà le attività dell’Agenzia, i criteri e i metodi di valutazione. I suoi componenti saranno nominati dal presidente della Repubblica, su proposta del Ministro che sceglierà i membri da un elenco definito da un comitato di selezione. Questo comitato sarà composto da cinque membri designati rispettivamente dal ministro, dal segretario generale dell’Ocse, dal presidente dell’Accademia dei Lincei, dell’European Research Council e dal Consiglio nazionale degli studenti.
Per la prima volta in Italia il ministero dell’Istruzione, dell’Università’ e della Ricerca ha assegnato una parte dei fondi destinati alle Università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario, cioè 525 milioni di euro, e’ stato infatti distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica degli Atenei. In particolare i 2/3 di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, 1/3 in base alla qualità della didattica. Prende il via, dunque, con questo provvedimento firmato oggi dal ministro Mariastella Gelmini, il nuovo sistema di valutazione delle Università italiane, grazie al quale saranno premiati gli Atenei piu’ virtuosi sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente anche dalla Crui. Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università’ di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, ad esempio, pur essendo un piccolo Ateneo, e’ riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, processi formativi positivi (numero di docenti adeguato in rapporto al numero degli studenti), presenza di molti progetti assegnati dal Programma Nazionale di Ricerca.
Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università che non hanno gli standard qualitativi previsti. Molte le Universita’ del Centro-Sud promosse: Roma ‘Tor Vergata’, l’Università’ di Chieti e Pescara, l’Università’ della Calabria, l’Università’ Politecnica delle Marche, l’Ateneo della Tuscia, il Politecnico di Bari e l’Università’ del Sannio di Benevento. In particolare Trento ottiene 6 milioni in piu’, il politecnico di Milano 8, Bologna 5, Padova 4. A Foggia invece viene tolto 1 milione di euro, a Macerata meno 1,13 milioni.

Tutte le altre Università della Campania sono finite invece nella parte bassa della classifica, contrassegnata dal segno meno. In questo girone dei meno virtuosi la prima a comparire – dunque la più meritevole tra le meno virtuose – è l’Università di Salerno che perde l’1,6% dei finanziamenti. Segue a ruota la Federico II di Napoli, l’ammiraglia delle università regionali che però perde l’1,52% delle sostanze previste. Tredicesima la Parthenope con un -2,03%. Ventesima l’Orientale i cui finanziamenti si assottigliano del -2,50%. Quarantottesima (il numero complessivo è di 54 atenei) la Seconda Università di Napoli che perde il 2,82 dei soldi. Tutte maglie nere, dunque, per l’istruzione accademica regionale.

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