Unione comuni serinesi: “Il problema castagne va portato a Roma”

15 Ottobre 2013

“La problematica riguardante la castanicoltura, come tutti già sanno, sta letteralmente devastando l’economia dei nostri territori. C’è poco da aggiungere, bisogna quindi necessariamente evitare la morte sociale. Porsi delle domande forti e porle a chi ci governa a livello nazionale, passando necessariamente per l’ambito regionale. I responsabili del ramo Agricolo regionale e provinciale devono portare avanti istanze forti e far sentire la propria voce a Roma. Ma questo può accadere attraverso una attenta analisi locale, il territorio serinese e gli altri territori colpiti da questo oggettivo disastro devono confrontarsi senza nessuna logica di divisione, prima di raggiungere il culmine e lo sbando assoluto. Nelle aule parlamentari deve giungere forte la voce del profondo disagio che stiamo affrontando, non solo gli operai e l’intero indotto, ma persino gli imprenditori sono in difficoltà, non essendoci il prodotto il profitto aziendale sarà destinato a calare, ed è adesso che bisogna iniziare muoversi. Una interrogazione parlamentare per trovare soluzioni condivise, attraverso un documento che parta dalla base territoriale. Presentare al Ministro delle Politiche Agricole una richiesta di azione è nostro dovere, dovere di chi fa politico e di chi governa i territori. Al di là se gruppi o movimenti politici appartengano o meno al consesso comunale. Bisogna sollecitare altresì i maggiori esponenti di Partito, dal centro-destra al centro-sinistra, passando per il Movimento Cinque Stelle. Coinvolgere le istituzioni europee, consci che la tematica è complessa, non sarà facile, ma bisogna parlarne e spesso. L’obiettivo dei presenti articoli, per quello che può servire, si pone proprio questa linea. La presenza della problematica non scompare non affrontandola, quindi l’unico modo è scriverne. Già in passato sono state presentate richieste di interrogazioni che necessariamente avrebbero bisogno di una continuità. C’è un Parlamento che deve decidere, prima che sia troppo tardi”.
Così Alessandro Gioia dell’Unione comuni serinesi


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