Una nota per bloccare la Pavoncelli. Giuditta scende in campo

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Avellino – Un importante documento, votato all’unanimità, per bloccare i lavori di realizzazione della galleria di valico “Pavoncelli bis”. È quanto è scaturito dall’assemblea dei sindaci dell’Ato che ha avuto luogo questa mattina ed in cui il presidente Giuditta ha assicurato tutto il proprio impegno, anche in veste di parlamentare, senza escludere iniziative di protesta insieme agli altri colleghi parlamentari, ai sindaci e alle organizzazioni sindacali. A questo proposito il presidente Giuditta è alle prese con l’organizzazione di una manifestazione che si terrà a Roma mercoledì mattina. “Ci batteremo – ha spiegato – per evitare l’ennesima mortificazione ai danni dell’Irpinia e del Sannio”. Non solo: nel corso del summit è stata anche avviata la discussione per l’affidamento della gestione del servizio idrico che dovrà essere completato entro il 31 dicembre. “Nessuno è intenzionato a privatizzare l’acqua – ha sottolineato Giuditta -. Sarà creata una società mista, con la prevalenza del pubblico. Su questo argomento, non tollero strumentalizzazioni. Personalmente ho proposto la modifica dell’articolo 2 della Costituzione, per dare all’acqua la caratteristica di bene pubblico come l’aria. Quindi, non accetto lezioni da parte di chi vuole soltanto farsi pubblicità”.

Richiesta di attivazione delle procedure dell’Accordo di programma interregionale e di immediata sospensione delle attività per la realizzazione della Galleria “Pavoncelli bis” acquedotto Sele-Calore.

L’Assemblea dell’Autorità d’Ambito Calore Irpino, in data 20 novembre 2006, esprime quanto segue:

premesso che si ha notizia che il prossimo 22 novembre, presso il ministero delle Infrastrutture, il Commissario Straordinario, ing. Roberto Sabatelli, ha organizzato l’avvio ufficiale delle attività per la realizzazione del raddoppio della galleria di valico “Pavoncelli bis”, ignorando tutte le richieste di sospensione finora formulate e oltretutto concordate nelle varie riunioni svoltesi presso il Ministero delle Infrastrutture, convocate dallo stesso Commissario Straordinario, che hanno visto la partecipazione delle Regioni Campania e Puglia e di tutti gli Enti interessati;
considerato che il progetto della galleria di valico è privo di tutti i necessari pareri e nullaosta che avrebbero dovuto essere espressi dalle competenti Amministrazioni nel corso della conferenza dei servizi, poi repentinamente interrotta dal Commissario Straordinario; della preventiva valutazione di impatto ambientale (VIA) in difetto della quale i lavori non possono assolutamente avere inizio; e della preventiva verifica di compatibilità idrologica in ordine alla portata massima delle acque che potranno essere convogliate nella galleria;
considerato che contro questi provvedimenti, in data 9.02.2006, l’Autorità d’Ambito ha presentato ricorso presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma, che analogo ricorso è stato prodotto, presso lo stesso tribunale, dall’Ente Parco Regionale dei Monti Picentini, e che è stata fissata per i prossimi 6 dicembre e 10 gennaio udienza dello stesso Tribunale che dovrà pronunciarsi e che, pertanto, costituisce assunzione di gravissima responsabilità il procedere ignorando l’ormai prossima pronuncia giurisdizionale;
considerato che è in corso di apertura un procedimento di infrazione per inadempimento del diritto comunitario;
visto che il CIPE in data 17 novembre ha finanziato con i fondi della Legge Obiettivo il completamento dell’opera per 140 milioni di euro, nonché la realizzazione del potabilizzatore di Conza della Campania prevedendo la realizzazione di queste opere senza tener minimamente conto delle effettive esigenze di tutela dei corpi idrici, che in una efficiente programmazione dovrebbero essere preventive a qualsiasi realizzazione di infrastrutture; considerato inoltre che, malgrado più volte richiesto, stranamente non è stata presa minimamente in considerazione la possibilità di sistemare con moderne tecnologie l’attuale galleria ancora in perfetto funzionamento, preferendo la soluzione onerosissima di costruire ex novo una seconda galleria, mentre si sarebbero potute utilizzare le economie investendole più utilmente per la tutela ed il recupero ambientale del territorio, nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini;
ritenuto, inoltre, impensabile – come più volte rappresentato in tutte le sedi – realizzare tale opera senza preventivamente attivare ed impostare il suddetto Accordo di programma, previsto per legge, tra il Governo, la Regione Campania e la Regione Puglia, in quanto propedeutico e necessario a regolamentare le effettive portate che possono essere trasferite, con la definizione del bilancio idrico, la garanzia del minimo deflusso vitale dei corpi idrici interessati, assicurando la tutela del bacino idrografico di riferimento da anni in condizioni di degrado ambientale, nonché l’essenziale riconoscimento delle tariffe e dei costi ambientali che il territorio non ha mai ottenuto, oltre la rideterminazione della concessione in essere;
ritenuto assolutamente grave e lesivo degli interessi del nostro territorio il comportamento del commissario straordinario, che ha negato qualsiasi forma di concertazione con gli amministratori locali e inspiegabilmente ha accelerato le procedure di affidamento dei lavori;

L’Assemblea esprime
la più viva protesta e preoccupazione per l’atteggiamento di insensibilità del Commissario Straordinario, il quale più volte diffidato e senza mai fornire alcuna risposta, continua ad operare violando le più elementari regole di concertazione democratica, rispetto ad una problematica così rilevante sotto il profilo socio-ambientale-territoriale, assumendosi gravi responsabilità anche di ordine legale;
RIVOLGE UN APPELLO
alle Autorità in indirizzo a sospendere immediatamente l’avvio dei lavori della galleria di valico “Pavoncelli bis”, in attesa che sia attivato l’Accordo di Programma tra Governo, Regione Campania e Regione Puglia, come strumento di garanzia e di equa regolamentazione rispetto a qualsiasi intervento, propedeutico alla realizzazione delle opere, nonché in attesa della pronuncia giurisdizionale del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche;
FA VOTI
all’Onorevole Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio ad impostare l’Accordo di Programma Interregionale per la regolamentazione dei rapporti e dei trasferimenti di risorsa idrica, con la definizione del bilancio idrico, la garanzia del minimo deflusso vitale, la tutela del bacino idrografico di riferimento, il riconoscimento delle tariffe e dei costi ambientali correlati, oltre alla rideterminazione delle concessioni in essere.
L’Assemblea, inoltre, invita gli Enti in indirizzo, nonché la deputazione delle Province di Avellino e Benevento, a far valere tutte le prerogative del territorio, nel quale sono localizzate le più rilevanti risorse idriche del Mezzogiorno, evitando di rendere irreversibili le già gravi condizioni di degrado ambientale del territorio.

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