Avellino – Bandiera a mezz’asta e silenzio. Un silenzio quasi irreale che anima tutte le aule della Questura di Avellino, listata a lutto per la morte dell’ispettore Filippo Raciti. Anche le forze di Polizia locali, nel giorno dei funerali, hanno voluto ricordare chi venerdì sera ha perso la vita. Per Raciti una messa celebrata presso la chiesa del Rosario, dove tutti i vertici delle forze dell’ordine irpine nonché le istituzioni locali si sono raccolte intorno al dolore per la scomparsa di un collega ma soprattutto di un uomo che per onorare la propria divisa ha drammaticamente visto la fine della sua esistenza. Nella celebrazione il commosso ricordo del Questore Vittorio Rochira: “La scomparsa di Raciti ci ha duramente colpito. Siamo vicini alla sua famiglia e a tutti coloro che in maniera drammatica hanno subito una analoga sorte. Non si può morire per una partita di calcio”. Ma il lutto di Catania è stato utile a ricordare momenti di crisi che anche la città capoluogo ha attraversato. “Avellino ha conosciuto momenti difficili – ha continuato Rochira – Anche noi abbiamo assistito a tragedie perpetrate in nome del calcio ma l’intervento della Polizia è sempre stato forte e immediato. La storia di questo sport è sempre stata contraddistinta da episodi incresciosi ma in questi casi è necessario agire con la massima fermezza. Basti pensare agli ultimi arresti, quelli della scorsa settimana, un’azione in cui sono scattate le manette per alcuni tifosi della salernitana”. Intanto questa settimana la Società biancoverde sarà protagonista di un vertice in Prefettura per discutere sulle misure di sicurezza relative allo stadio Partenio.
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