Una discarica abusiva ed un opificio a nero: denunciati i titolari

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Permane alta e costante l’attenzione e la vigilanza dei Carabinieri della Compagnia di Montella che hanno posto in essere una serie di servizi finalizzati all’accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica ed, in particolare, alla gestione illecita di rifiuti. Nello specifico dell’attività investigativa, i militari di Montella in collaborazione con gli uomini della Compagnia di Avellino, hanno posto in essere una serie di controlli a tappeto nell’intero territorio di competenza, controllando numerose discariche, siti di stoccaggio e centri di raccolta rifiuti speciali. L’attività è stata pianificata nell’ambito dei servizi disposti dal Comando provinciale di Avellino e grazie alla proficua attività info-operativa, confortati anche da alcuni spunti informativi derivanti dall’approfondita conoscenza del territorio e della realtà locali, hanno localizzato una vasta area adibita a stoccaggio di rifiuti speciali in un zona di campagna a ridosso della zona industriale di Montella. Per questo motivo, il titolare della distesa è stato denunciato per aver realizzato una discarica abusiva e l’intera area è stata sottoposta a sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria e, soprattutto, per la necessaria bonifica. Nell’area, infatti, oltre che materiale ferroso di vario genere, vi era depositato anche materiale pericolosissimo sia per l’ambiente che per la popolazione. Sono stati rinvenuti anche rifiuti pericolosi come batterie esauste, materiale di risulta compreso scarti di amianto e carcasse di veicoli non bonificati. All’interno della stessa area in un capannone adibito a deposito di mezzi d’opera, i Carabinieri di Montella, inoltre, hanno proceduto ad un accurato e minuzioso controllo durante il quale sono state rinvenute macchine di movimento terra, operatrici ed agricole, nonché parti di veicoli smontanti pronti per essere ricettati. I ricambi, infatti, sono risultati provento di furto messi a segno nei mesi precedenti in tutta l’Alta Irpinia. Per questo motivo i mezzi rinvenuti, per un valore di oltre 90mila euro, sono stati sottoposti a sequestro e dopo i dovuti accertamenti saranno restituiti ai legittimi proprietari, mentre il titolare dell’opificio, proprietario dello stabilimento e dell’area, è stato denunciato anche per il reato di ricettazione. Inoltre, anche a seguito del protocollo d’Intesa firmato con l’Associazione dei Costruttori Edili Irpini e finalizzato a porre in essere una valida strategia di contrasto alle organizzazioni criminali e creare un rapporto di fiducia tra i Carabinieri e le varie figure lavorative nei vari luoghi di lavoro per acquisire informazioni, gli uomini dell’Arma di Montella hanno effettuato un’ispezione all’attiguo stabilimento allo scopo di contrastare il fenomeno del “lavoro nero” e delle violazioni alle norme sulla prevenzione degli infortuni nonché la mancata corresponsione dei contributi previdenziali. I Carabinieri della Compagnia di Montella hanno proceduto, più dettagliatamente, al controllo di una grosso stabilimento agroalimentare che si occupa della lavorazione delle famosa castagna di Montella e Bagnoli Irpino. All’interno del capannone sono stati controllati una ventina di operai, tra questi operai neocomunitari polacchi, bulgari e rumeni, “in nero” poiché non in regola e non risultanti né dalle scritture né da altro tipo di documentazione presente in azienda. Accertata, inoltre, la completa mancanza di autorizzazioni per poter svolgere l’attività. Unica autorizzazione in possesso del titolare, una vecchia licenza per poter produrre prodotti caseari mentre all’interno gli operai sono stati trovati mentre curavano il trattamento delle castagne. Per questo motivi, i Carabinieri ed il personale del Distretto di Montella dell’ASL AV 1 sono stati costretti a sospendere l’attività lavorativa e chiudere lo stabilimento. Oltre al provvedimento di serratura, sono stati contestati numerosi illeciti amministrativi per violazione varie delle norme sulla prevenzione degli infortuni, impiego di manodopera irregolare, mancata corresponsione dei contributi previdenziali. Le attività di indagine continuano in collaborazione con i Magistrati della Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, coordinati dal Procuratore Capo Antonio Guerriero.

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