Un Vescovo avellinese, non accadeva dal 1960.

Un Vescovo avellinese, non accadeva dal 1960.

28 Maggio 2015

Don Sergio Melillo è il terzo vescovo originario di Avellino, non accadeva da 55 anni. Prima di lui ad essere nominati vescovi furono monsignor Pasquale Venezia e monsignor Raffaele Pellecchia.

Don Sergio Melillo, che lo scorso 23 maggio ha ricevuto dal Santo Padre Francesco la nomina a Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, è il terzo figlio della città di Avellino a raggiungere il più alto grado del sacramento dell’Ordine, almeno restando nell’età contemporanea.

Il primo avellinese a ricevere le insegne episcopali fu, nel 1951, monsignor Pasquale Venezia, nominato vescovo all’età di quarant’anni da Pio XII.

All’epoca, monsignor Venezia era parroco della Chiesa San Francesco d’Assisi di Borgo Ferrovia e, proprio come accaduto ora per monsignor Melillo, ebbe come primo incarico la nomina alla Diocesi di Ariano.

Il 2 giugno 1967 divenne poi Vescovo della sua città, dove rimase in carica per ben vent’anni, vivendo alcune delle pagine più difficili della storia di Avellino, su tutte quella tragica scritta il 23 novembre del 1980.

Il 28 febbraio 1987, monsignor Venezia si dimise per raggiunti limiti di età e si ritirò a Rocca Priora, in provincia di Roma, dove poi morì il 27 aprile 1991.

Nove anni dopo la nomina di mons. Venezia, la città di Avellino visse un altro momento di grande intensità emotiva quando Giovanni XXIII comunicò la nomina a Vescovo di monsignor Raffaele Pellecchia, dal 1932 sacerdote in città.

A differenza del suo concittadino, il nuovo vescovo avellinese non guidò mai la Diocesi della sua città e svolse il suo mandato episcopale prima a Caiazzo e Alife, in provincia di Caserta, e successivamente a Castellammare di Stabia, al quale si aggiunse anche l’arcivescovato di Sorrento, dove rimase in carica fino alla sua morte, sopraggiunta il 3 maggio 1977 proprio nella Città delle Acque.

Diversi sono, invece, gli irpini ad aver ricevuto le insegne episcopali.

Nativo di Atripalda è l’arcivescovo Luigi Barbarito, classe 1922, attualmente nunzio apostolico emerito in Gran Bretagna, che nel 1951 divenne reggente della Chiesa San Francesco d’Assisi di Borgo Ferrovia proprio dopo la nomina a Vescovo di monsignor Venezia.

Nominato arcivescovo nel 1969 da Paolo VI, ha svolto il suo ministero episcopale in giro per il mondo.

Di Montella, invece, era monsignor Giuseppe Maria Palatucci, Vescovo di Campagna e zio di Giovanni Palatucci, l’ultimo Questore di Fiume.


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