Un morto a settimana per soffocamento, i consigli del 118 per salvare un bambino

Un morto a settimana per soffocamento, i consigli del 118 per salvare un bambino

30 Maggio 2019

Un caso a settimana: la morte da soffocamento è sempre più frequente in Italia e riguarda soprattutto i bambini. Eppure, nella stragrande maggioranza dei casi, basterebbe davvero poco per evitare il rischio. I bambini piccoli, sottolineano gli esperti del pronto soccorso 118, devono essere sorvegliati, anche e soprattutto quando mangiano.

Almeno fino all’età di 5 anni, andrebbero evitati i cibi troppo grossi (di solito pezzi di carne), non adeguatamente tagliuzzati (diametro in media non superiore a 5 millimetri nei più piccoli e 1 cm nei più grandi), in particolare quando lisci, rotondi (gli acini d’uva), o cilindrici (pezzi di wurstel).

Così come sono pericolosi i cibi con ossicini di pollo, caramelle (soprattutto se morbide), gomme da masticare, giocattoli o pezzi di giocattoli, monete o batterie a bottone. Quando è in corso un’ostruzione seria delle vie respiratori il bambino non piange (quando molto piccolo), non emette suoni (non parla, non tossisce), cambia improvvisamente colore (il volto e le labbra diventano cianotiche, ossia di colore viola, grigio), perde rapidamente coscienza e smette di respirare (torace immobile).

In questi casi bisogna chiamare immediatamente il 118. Il telefono di chi chiama deve essere messo in modalità viva voce e deve rimanere in contatto con gli operatori durante tutto il tempo che precede l’arrivo dei soccorsi.

Il problema non è solo italiano. In Europa, ogni anno, 500 bambini muoiono soffocati. In Italia, è stato osservato, negli ultimi 10 anni, un trend stabile della quota di incidenti, con circa 1000 ospedalizzazioni all’anno.