“Un boato ci ha svegliati, siamo scappati fuori”: il racconto di un’avellinese al sesto mese di gravidanza

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Pasquale Manganiello – Paesi rasi al suolo, almeno 73 morti, cumuli di macerie, decine di dispersi, centinaia di feriti e oltre 2.500 sfollati..

E’ questo l’attuale bilancio del sisma che ha devastato parte del Centro Italia.

“E’ un dramma, un macello”, dice Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, in provincia di Rieti. Un paese devastato dalla scossa di magnitudo 6.0 avvenuta alle 3.36, che ha travolto anche Accumoli – sempre in provincia di Rieti -, Arquata, in provincia di Ascoli Piceno, e la sua frazione Pescara del Tronto.

L’epicentro del sisma – avvertito in Abruzzo, Umbria, Lazio ed Emilia Romagna – è stato a 4 chilometri di profondità nei pressi ad Accumoli, dove la situazione è drammatica.

L’avellinese Nihal Hassouna ieri notte si trovava nella sua casa a Leonessa, a 17 km da Amatrice e Accumulo.

“Abbiamo sentito una forte scossa alle 3.40 – racconta ad Irpinianews – siamo usciti nell’ara e dopo pochi minuti i vicini ci hanno raggiunto. Io ho una bimba di 2 anni e sono al sesto mese di gravidanza, siamo stati in macchina e verso le 7 mi sono addormentata. Prima alcune scosse si sono susseguite, quella più forte delle 4.30 circa ha fatto cascare dei massi di abitazioni, ruderi da anni. Alle 9.00 mi sono svegliata e mio marito e i suoceri sono tornati in casa ad ascoltare il notiziario. Ora stiamo lasciando casa, saremmo dovuti restare fino a domenica ma altre piccole scosse ci hanno spinto a rientrare a Roma.”

Il ministro Delrio parla di “situazione molto grave” e le previsioni per le prossime sono ancora più allarmanti. “La strada di Amatrice è piena di macerie – ha detto Paolo Crescenzi, responsabile della protezione civile della Valle del Velino, la prima a essere intervenuta -. Prima bisogna pulire le strade e poi si può prestare i soccorsi. La fase critica deve ancora arrivare.

*foto ilfattoquotidiano

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