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Il gruppo capitanato da Antonio Zingariello vice segretario cittadino, Sergio Trezza consigliere comunale di piazza del Popolo e compagni (sembrano figurare nel duo battagliero anche Chiara Rossani, Walter Aprile, Carlo Mazza, Tonino Provvido) ha deciso di intraprendere la linea dura, almeno è quanto si riesce a sbirciare dal buco della serratura della stanza dei ‘segreti’ interni, come è naturale che sia in nome di una strategia politica comune al centrosinistra e al centrodestra.
Fatto sta che le sorprese nel vertice cittadino a cui hanno partecipato chiaramente Nicola Micera e Pasquale Giuditta, non sono mancate. Sembra che gli uomini dell’ ‘Aventino’ vogliano intraprendere il sentiero anche se ‘tortuoso’ del rispetto delle richieste ad oggi non ottemperate. Solo 24 – 48 ore di tempo per avere risposte in merito.
Dopodichè fiumi di inchiostro dai quali emergeranno le condizioni per poter andare avanti. Siamo da più parti sollecitati, ma a che pro, la continua levata di scudi? E’ solo in nome della pura politica? Sembra così. E’ da tempo che Zingariello e Trezza reclamano una maggiore apertura nelle scelte che a torto o a ragione coinvolgono un po’ tutti i componenti di un partito cresciuto ma che ora vive momenti di non condivisione. Che vanno superati. Quale sia la ricetta di Micera e Giuditta, in parte l’abbiamo scoperta. Obiettivi, gli stessi ma metodologie diverse. Ad ogni modo ‘forme’ a parte, le condizioni della pace di Zingariello e Trezza appaiono queste:
1) districamento della matassa della presunta incompatibilità del segretario cittadino Micera, contemporaneamente esponente di spicco del Campanile e capogruppo: lo statuto del partito ‘aperto’ non prevederebbe doppi incarichi;
2) organizzazione della segreteria attraverso un comitato direttivo che condivida e partecipi alle scelte politiche del partito; 3) regole riguardanti le delegazioni deputate a partecipare alle riunioni del centrosinistra;
4) individuazione dei criteri di scelta stabiliti dal partito nelle indicazioni di persone all’interno di enti e Cda;
5) nei nuclei di valutazione, indicazione delle nomine che competono all’Udeur;
6) delucidazioni in merito alla lista degli iscritti che compongono il comitato cittadino: ad oggi pare sconosciuta nonostante la richiesta scritta inoltrata al segretario regionale on. Fantini. Insomma queste, le regole del sodalizio ‘civile’, che potrebbero gettare le basi per un’unione più condivisa e duratura. (di Teresa Lombardo)