Ultimatum all’Udeur, sul tavolo la presunta incompatibilità di Micera

22 Novembre 2005

Avellino – Al di là dei buoni propositi dell’uno e dell’altro, in casa via De Conciliis la tregua armata è passata in secondo ordine rispetto ad un campo che appare sempre più contaminato da mine disseminate ora più che mai su un’area che sembra, ad onor del vero, circoscritta.
Il gruppo capitanato da Antonio Zingariello vice segretario cittadino, Sergio Trezza consigliere comunale di piazza del Popolo e compagni (sembrano figurare nel duo battagliero anche Chiara Rossani, Walter Aprile, Carlo Mazza, Tonino Provvido) ha deciso di intraprendere la linea dura, almeno è quanto si riesce a sbirciare dal buco della serratura della stanza dei ‘segreti’ interni, come è naturale che sia in nome di una strategia politica comune al centrosinistra e al centrodestra.
Fatto sta che le sorprese nel vertice cittadino a cui hanno partecipato chiaramente Nicola Micera e Pasquale Giuditta, non sono mancate. Sembra che gli uomini dell’ ‘Aventino’ vogliano intraprendere il sentiero anche se ‘tortuoso’ del rispetto delle richieste ad oggi non ottemperate. Solo 24 – 48 ore di tempo per avere risposte in merito.
Dopodichè fiumi di inchiostro dai quali emergeranno le condizioni per poter andare avanti. Siamo da più parti sollecitati, ma a che pro, la continua levata di scudi? E’ solo in nome della pura politica? Sembra così. E’ da tempo che Zingariello e Trezza reclamano una maggiore apertura nelle scelte che a torto o a ragione coinvolgono un po’ tutti i componenti di un partito cresciuto ma che ora vive momenti di non condivisione. Che vanno superati. Quale sia la ricetta di Micera e Giuditta, in parte l’abbiamo scoperta. Obiettivi, gli stessi ma metodologie diverse. Ad ogni modo ‘forme’ a parte, le condizioni della pace di Zingariello e Trezza appaiono queste:
1) districamento della matassa della presunta incompatibilità del segretario cittadino Micera, contemporaneamente esponente di spicco del Campanile e capogruppo: lo statuto del partito ‘aperto’ non prevederebbe doppi incarichi;
2) organizzazione della segreteria attraverso un comitato direttivo che condivida e partecipi alle scelte politiche del partito; 3) regole riguardanti le delegazioni deputate a partecipare alle riunioni del centrosinistra;
4) individuazione dei criteri di scelta stabiliti dal partito nelle indicazioni di persone all’interno di enti e Cda;
5) nei nuclei di valutazione, indicazione delle nomine che competono all’Udeur;
6) delucidazioni in merito alla lista degli iscritti che compongono il comitato cittadino: ad oggi pare sconosciuta nonostante la richiesta scritta inoltrata al segretario regionale on. Fantini. Insomma queste, le regole del sodalizio ‘civile’, che potrebbero gettare le basi per un’unione più condivisa e duratura. (di Teresa Lombardo)


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