Ugo Graziano (Casa Riformista): “Prevenzione e servizi di prossimità: meno propaganda, più competenza umana e organizzativa”

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Prosegue il format dedicato ai giovani candidati al Consiglio comunale di Avellino. Oggi il protagonista è Ugo Graziano, 30 anni, neuropsicomotricista, in corsa nella lista Casa Riformista a sostegno di Nello Pizza.

La sua esperienza nel settore socio‑sanitario lo mette ogni giorno a contatto con fragilità e bisogni concreti: anziani soli, giovani in difficoltà, famiglie che faticano a orientarsi tra servizi e istituzioni. Da qui la scelta di candidarsi, portando in politica un approccio fondato su ascolto, presenza e attenzione reale alla quotidianità delle persone.

In che modo ritiene di poter raccordare la sua esperienza nel socio‑sanitario con la politica?

La professione di neuropsicomotricista mi ha insegnato ad ascoltare prima di parlare. Nel mio lavoro capisci che ogni persona ha una storia diversa e che le soluzioni standard non bastano. Porto un metodo concreto: osservare i problemi reali, definire le priorità, costruire reti tra istituzioni, professionisti e cittadini. La politica locale ha bisogno di meno propaganda e più competenza umana e organizzativa.

Qual è oggi il problema principale della qualità della vita ad Avellino?

Molti cittadini vivono una forte sensazione di abbandono: anziani, disabili, caregiver, giovani famiglie. La qualità della vita non è solo strade e illuminazione, ma accesso ai servizi, salute mentale, spazi di comunità, prevenzione. Spesso si interviene quando il problema è già esploso. Io credo in una città che investa prima, perché prevenire migliora la vita delle persone e riduce i costi futuri.

Che cosa può fare un Comune per la sanità, considerando che molte competenze sono regionali?

Molto più di quanto si pensi. La salute non dipende solo dagli ospedali, ma da come una città permette ai cittadini di vivere e muoversi. Serve una rete territoriale più vicina alle famiglie: assistenza domiciliare potenziata, sportelli di orientamento socio‑sanitario, collaborazione stabile tra Comune, ASL e associazioni.

E poi l’accessibilità urbana: marciapiedi praticabili, edifici pubblici accessibili, servizi raggiungibili. Una città difficile da vivere genera isolamento e perdita di autonomia. Rendere Avellino più accessibile significa fare prevenzione sociale e costruire una comunità inclusiva.

Quali sarebbero le sue prime tre priorità da consigliere comunale?

Tre punti chiari:

  1. Rafforzare i servizi territoriali per anziani e famiglie fragili, perché nessuno deve sentirsi solo;
  2. Investire nella prevenzione e nella salute mentale, soprattutto per giovani e adolescenti;
  3. Creare un dialogo stabile tra Comune, scuole, ASL e associazioni, perché i problemi sociali non si risolvono da soli.

A questo aggiungo un impegno forte sull’accessibilità urbana: una città deve essere vivibile per tutti, dagli anziani alle persone con disabilità, fino alle famiglie con passeggini.

Molti cittadini non credono più nella politica. Cosa si sente di dire?

Capisco la sfiducia: spesso ci si ricorda delle persone solo in campagna elettorale. Ma la politica locale può ancora fare la differenza se torna a essere presenza quotidiana, non solo comunicazione. Non prometto ciò che non si può mantenere: preferisco dire con chiarezza cosa è possibile fare e come farlo.

E perché dovrebbero votare proprio lei?

Perché porto un’esperienza diretta a contatto con le persone e con i problemi reali. Ho imparato ad ascoltare, a comprendere le difficoltà delle famiglie e a cercare soluzioni concrete. Sono legato alla mia città e voglio rappresentare chi spesso non si sente ascoltato. Se i cittadini mi daranno fiducia, sarò presente sul territorio anche dopo la campagna elettorale.