Udeur – Giuditta tra bordate e riflessioni: “Pronto a lasciare”

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Avellino – Tesseramento, congresso, situazione politica in Irpinia: il comitato provinciale dell’Udeur getta le basi per un nuovo partito che guarda sempre di più al centro. Una fase nuova di fronte ad uno scenario regionale e nazionale troppo spesso paralizzato. Parte da qui l’intervento dell’on. Pasquale Giuditta per ridisegnare la mappa politica del Campanile e per proiettarla oltre le crisi che divampano all’interno del centrosinistra. Al tavolo, Pasquale Giuditta, Rocco Manzo, Gaetano Musto, Franco Lo Conte e Rossella Grasso. In sala, tra gli altri, Pino De Lorenzo, Vincenzo Sbrescia, Valerio Capone, Valentino Bellino, Liborio Maglio, Nicola Micera, etc. “L’Udeur – precisa il Segretario provinciale del Campanile – è sempre più punto di riferimento strategico nell’ottica del partito unico. È l’incarnazione dei valori e delle ideologie di centro che hanno rafforzato la nostra formazione”. E la stessa nomina di Clemente Mastella a Ministro di Grazia e Giustizia testimonierebbe la volontà di creare un riferimento politico centrista. Due i presupposti: “Il centrodestra non è più una coalizione (esistono solo i partiti) e il centrosinistra si manifesta sempre più ‘succube’ del pensiero radicale (… vedi la Finanziaria)”. Pasquale Giuditta, “sempre meno segretario provinciale e sempre più parlamentare dell’Udeur”, fa quadrato intorno ai suoi. Sull’agenda due importanti scadenze: il tesseramento (fine ottobre) e l’assemblea congressuale di metà novembre. Ma l’obiettivo resta uno: dar vita ad nuovo percorso politico che faccia rima con ‘unità’. “Dobbiamo essere un partito aperto senza dimenticare i punti di riferimento. Non possiamo cadere negli errori della politica personalistica. La crisi dei Ds, sussurrata nel corso del Congresso e annunciata durante le nomine negli Enti, ne è la dimostrazione”. Stesso discorso per la Margherita. “Le difficoltà di Galasso nella gestione della cosa pubblica, sono il risultato delle responsabilità del passato”. Il Campanile punta al radicamento. Ad intercettare le istanze che provengono dal territorio. “Individuando una nuova classe dirigente e una nuova strategia programmatica. Contro gli stantii consolidamenti individuali (e l’apertura di superflue segreterie cittadine) – conclude Giuditta – l’Udeur risponde con il cambiamento”. (di Marianna Morante)

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