Udeur – Giuditta: “Nella Costituzione il diritto all’acqua”

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Avellino – Una importante proposta di legge di revisione costituzionale è stata presentata dall’onorevole Pasquale Giuditta. Il segretario della IV Commissione si è posto l’obiettivo di modificare l’articolo 2 della nostra Costituzione, inserendo il diritto all’acqua come bene comune pubblico. “L’acqua – ha dichiarato Giuditta – come l’aria è la principale fonte di vita e, a differenza di altri beni di primaria importanza, non è sostituibile. E’ un bisogno di tutti, quindi un diritto e deve essere garantito a prescindere delle differenze socio-economiche, di genere, di religione, di casta e di appartenenza etnica. All’acqua deve essere formalmente riconosciuto il carattere di bene comune patrimoniale dell’umanità, una risorsa irrinunciabile, inalienabile, un diritto umano e sociale. Oggi è drammatico constatare che nel mondo, soprattutto dove la percentuale di popolazione è maggiore, tale fonte scarseggia ed addirittura più di 1,4 miliardi di persone soffre e muore a causa del mancato accesso alla preziosa risorsa. In alcune zone d’Italia, l’accesso all’acqua è gravemente limitato. Si rende necessaria – conclude Giuditta – ed urgente la valutazione pubblica collettiva dello stato dell’acqua del nostro Paese”.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

All’articolo 2 della Costituzione sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«Tra i diritti inviolabili, la Repubblica riconosce l’acqua come bene comune pubblico e fonte di vita insostituibile.
La Repubblica tutela e garantisce l’accesso effettivo all’acqua a tutti, quale diritto umano e sociale imprescrittibile».

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