Udeur, De Lorenzo: “Organico dei vigili: a breve tre nuove unità”

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Avellino – Pino De Lorenzo, capogruppo cittadino dell’Udeur, interviene in merito al post-crisi, ai traguardi raggiunti con il ‘documento della pace’ e a ciò a cui si deve ancora mirare, secondo l’Udeur, per innescare quella “inversione di tendenza” necessaria per rilanciare la città capoluogo in termini di armonia amministrativa. Non da ultimo, le sfide del nuovo congresso del Campanile: tra candidature, valori storici e strategie di intervento.
A crisi archiviata, come commenta, in qualità di capogruppo dell’Udeur, il documento della pace? Si ritiene soddisfatto?
“Ribadisco quello che ho detto in Consiglio comunale. Siamo soddisfatti parzialmente. Al cinquanta per cento”.
Partiamo dall’elenco delle ‘soddisfazioni’.
“Innanzitutto, come Udeur siamo contenti che la crisi si sia chiusa per un senso di responsabilità verso la città. Per non bloccarla a fronte, tra le altre cose, di appuntamenti importanti, come il piano strategico regionale. Abbiamo tempo fino al 19-20 febbraio per la presentazione di progetti da candidare ai finanziamenti 2007-2013 che serviranno a dare un impulso significativo alla riqualificazione della città”.
Per quanto riguarda i risultati politici?
“La nostra forte richiesta, accettata nel documento, di ampliamento dell’organico dei vigili urbani, da oltre dieci anni carente al cinquanta per cento, utilizzando le opportunità previste dalla Finanziaria. E un primo piccolo ma importante risultato su questo fronte già è stato ottenuto. A breve faranno il loro ingresso nel corpo tre nuove unità attraverso la mobilità. Per noi è stato significativo anche un altro punto programmatico, quello di una maggiore collegialità all’interno della Giunta, tra la Giunta e il Consiglio, nella Conferenza dei capigruppo, tra la Giunta e il sindaco, infine nel Consiglio comunale, per esaltare le articolazioni dell’assise cittadina. Non da ultimo, il punto programmatico della Global Service (proposto dai diesse in realtà è sempre stato una nostra prerogativa), dove abbiamo avanzato la richiesta di esplicitare l’obiettivo della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Al momento si tratta di 38 o 39 unità”.
Passiamo invece a quello che ‘non accontenta’: la questione Giunta.
“Abbiamo chiesto l’azzeramento dell’Esecutivo, a nostro avviso troppo tecnico e poco politico”.
Dalla crisi superata a Piazza del Popolo, alla città e ai suoi problemi. Cosa si può fare di più?
“Spero in un’inversione di tendenza che possa restituirci la nostra bella città. Che sul fronte della qualità della vita, le statistiche ci consegnano alle ultime posizioni. E ancora: il traffico da grande metropoli, la mancanza di spazi per giovani ed anziani, la necessità di un maggiore controllo per le strade (di qui la richiesta di aumento dell’organico dei vigili). E il commercio che deve tornare a vedere in primo piano gli avellinesi”.
Lei è anche membro dell’VIII Commissione consiliare (Sport, Cultura, Servizi sociali e Politiche Giovanili): cosa si sta facendo? “Stiamo lavorando su più fronti e credo che qualche risultato presto lo otterremo. Abbiamo già riunito due Consigli sul disagio giovanile, e riponiamo grande fiducia nel progetto dell’ex Gil. Perché i giovani vanno responsabilizzati, ma ci vogliono luoghi di intrattenimento e interessi”.
Infine, il Congresso di febbraio.
“Sarà un congresso aperto. Siamo altresì attenti al quadro politico sia di centrodestra che di centrosinistra: da una parte infatti c’è il Pd, che con l’unione tra Ds e Margherita vedrà quest’ultima perdere una grossa fetta di elettorato. Dall’altra, il Partito unico di Fi e An, che causerà lo stesso effetto. Si possono insomma intercettare i dissensi dell’elettorato cattolico sia di centrodestra che di centrosinistra. In vista di ciò, faremo una proposta politica e aspetteremo le indicazioni dei vertici nazionali”.
Il Congresso sarà anche l’occasione per ribadire il tema dei valori. Qual è la vostra posizione sui Pacs?
“L’Udeur rappresenta valori cattolici. Per questo, siamo contrari ai Pacs, per noi è il primo passo verso la distruzione della famiglia ‘normale’. Un fenomeno di degenerazione”. (di Antonietta Miceli)

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