Tutto chiuso, dai negozi agli uffici, per protestare contro il caro-bollette: Avellino verso la serrata generale

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Tutto chiuso, dai negozi agli uffici, per protestare contro il caro-bollette. I commercianti di Avellino stanno preparando la serrata generale, una mobilitazione massiccia che coinvolga tutta la città, tutte le categorie, anche gli enti pubblici. Un’Avellino off limits, con la gente in piazza, per far arrivare forte la voce di dissenso e di preoccupazione nelle stanze del potere, a Roma.

I commercianti, dopo essere scesi in piazza venerdì scorso, hanno creato un gruppo di rappresentanti di ogni zona di Avellino. E oggi, sul sagrato della chiesa di San Ciro, c’è stata una riunione – ancora in corso nel momento in cui scriviamo – per decidere la data della nuova mobilitazione. Ma le modalità sono già note. Ed anche gli auspici.

“Scenderemo di nuovo in piazza con una serrata”, spiega Carmine Gaeta, parrucchiere. “Chiediamo l’aiuto e l’adesione di tutti i commercianti ma, soprattutto, dei cittadini. Non è un problema solo nostro, ma anche della gente, degli enti. Dobbiamo passarci la mano sulla coscienza ed aiutarci tutti, non si può pensare solo al proprio tornaconto personale, è un’emergnza sociale”.

“Se aspettiamo – prosegue Gaeta – il nuovo governo, siamo fritti. I partiti non stanno facendo altro che litigare in questo momento. Intanto, tanti giovani stanno per chiudere le loro attività, rischiamo di morire”.

Dopo venerdì, i commercianti provano adesso a muoversi in maniera più autonoma. “Questa volta non inviteremo né il Comune e nemmeno le organizzazioni di categoria. Se hanno a cuore la causa, ci diano una mano. I politici potrebbero fare come per le elezioni, quando fanno il porta a porta per farsi votare o per far votare i loro amici. Dicessero ai loro elettori di manifestare, tutti insieme. Intanto noi ci prepariamo, faremo volantini e manifesti a nostre spese, nonostante tutto. Ci autofinanziamo, non vogliamo sponsor né etichette”.