Turismo, la Regione punta sul brand Irpinia: «Basta campanili, serve un’unica strategia»

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Superare definitivamente municipalismi e campanilismi per costruire un’unica destinazione turistica capace di competere sui mercati nazionali e internazionali. È questo il messaggio emerso dall’incontro istituzionale che si è svolto a Palazzo Caracciolo tra l’assessore regionale al Turismo della Campania, Enzo Maraio, e il presidente della Provincia di Avellino, Fausto Picone, alla presenza del consigliere regionale Enzo Alaia, del vicepresidente della Provincia e sindaco di Grottaminarda Marcantonio Spera, di numerosi sindaci, amministratori, associazioni e stakeholder del territorio.

Al centro del confronto il futuro della promozione turistica dell’Irpinia, con particolare attenzione alla nascita delle DMO (Destination Management Organization), ai nuovi Progetti Operativi Complementari (POC), al rilancio della Fondazione Sistema Irpinia e al rafforzamento dell’offerta ricettiva.

Sulle tre candidature presentate in provincia di Avellino per le DMO, Maraio chiarisce la linea della Regione. «Siamo ormai in dirittura d’arrivo con le valutazioni della commissione. In Campania sono arrivate 22 proposte, tre delle quali dall’Irpinia. L’obiettivo della Regione è cambiare paradigma: vogliamo che i territori dialoghino tra loro, superando municipalismo e campanilismo che finora non hanno prodotto risultati nella promozione turistica».

Per l’assessore regionale l’Irpinia rappresenta una delle principali scommesse della Campania sul fronte delle aree interne. «È uno dei territori sui quali intendiamo investire maggiormente, insieme alla fascia costiera, per intercettare nuovi flussi turistici. Dobbiamo presentarci come un’unica destinazione e costruire un brand Irpinia sostenuto dall’intero sistema dei 118 Comuni».

Anche qualora venga approvata una sola DMO, la Regione lavorerà affinché tutte le progettualità possano convergere in una strategia condivisa. «Lavoreremo per creare sinergia tra le diverse esperienze e costruire un unico marchio territoriale».

Lo stesso principio ispira anche la nuova programmazione dei POC. Maraio spiega che la Regione ha abbandonato il vecchio modello che imponeva aggregazioni prive di una reale coerenza territoriale. «Abbiamo chiesto ai Comuni di valorizzare le vocazioni delle aree vaste, individuando gli attrattori culturali e turistici più significativi. Abbiamo introdotto il criterio della contiguità territoriale perché crediamo che lo sviluppo turistico debba nascere da territori omogenei e non da semplici aggregazioni amministrative».

L’Irpinia, secondo l’assessore, dispone di tutte le caratteristiche per costruire un’offerta diversificata. Dal turismo religioso, con il Santuario di Montevergine, le celebrazioni per i 300 anni di San Gerardo e il Cammino di Guglielmo, fino al turismo esperienziale, sportivo, naturalistico e del benessere.

Il nodo principale resta però quello della ricettività. «Avellino e l’Irpinia devono colmare un gap importante: quello dei posti letto. Ci sono Comuni con straordinarie eccellenze enogastronomiche che non dispongono nemmeno di una struttura ricettiva. Senza posti letto non si può fare turismo». Per questo la Regione annuncia un nuovo bando destinato agli enti ecclesiastici e alle micro, piccole e medie imprese per incrementare la capacità ricettiva soprattutto nelle aree interne.

Sul fronte provinciale, il presidente Fausto Picone rilancia invece il ruolo della Fondazione Sistema Irpinia. «Più che non aver raggiunto risultati, ritengo che non abbia svolto fino in fondo la missione per la quale era stata pensata. Dobbiamo riprendere un percorso che si è interrotto e rilanciare la promozione territoriale seguendo le nuove linee guida della Regione».

La Provincia, pur non avendo competenze dirette sul turismo, punta a fare della Fondazione uno strumento di coordinamento. «Servirà un manager di alto profilo, un consiglio di amministrazione rinnovato e soprattutto una struttura finanziariamente più solida. Ho trovato nell’assessore Maraio piena disponibilità a rafforzare il sostegno regionale».

Per Picone la costruzione del brand Irpinia passa innanzitutto dalla capacità di fare squadra. «Cercherò di mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno presentato le tre progettualità per le DMO, indipendentemente dall’esito della selezione. Il brand deve essere uno solo: quello dell’Irpinia».

Anche il presidente individua nella carenza di strutture ricettive una delle principali criticità. «Alcune aree non dispongono nemmeno del numero minimo di posti letto necessario per sostenere un progetto turistico. Questa è una sfida che dobbiamo vincere insieme, come comunità dei 118 sindaci».

Il messaggio finale è rivolto soprattutto agli amministratori locali. «Più che le indicazioni politiche parlano i numeri: siamo tra le province italiane con i flussi turistici più bassi. Per questo siamo obbligati a superare i campanili e a fare sistema. Non ha più senso utilizzare i POC per finanziare il singolo evento o il concerto di un Comune. Quel modello appartiene al passato».

E alla domanda se sia finita anche la stagione della gestione clientelare delle risorse, Picone risponde senza esitazioni: «Anche il tempo della clientela è finito. Bisogna ragionare come un’unica provincia e costruire una strategia condivisa per offrire nuove opportunità di sviluppo all’intero territorio».