Tumori pancreas: primo bilancio attività task force del Moscati

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Il tumore al pancreas rappresenta la quarta causa di morte per tumore nel mondo e ha il triste primato di tasso di mortalità più elevato tra tutti i cancri. Poiché non si manifesta con sintomi evidenti, al momento della diagnosi può essere già in stato avanzato. Partendo da queste e altre considerazioni, gli specialisti dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” dio Avellino, dallo scorso anno, hanno deciso di adottare una strategia di gruppo per tentare di limitare i danni della malattia, organizzando una task force: le Unità Operative di Oncologia Medica, Gastroenterologia, Chirurgia d’Urgenza, Radioterapia, Anatomia Patologica, Laboratorio di Genetica Medica, Ecografia, Radiologia, Geriatria, Malattie Infettive, Medicina Interna e Medicina d’Urgenza hanno fatto fronte comune per prendersi carico in modo sistemico del malato di tumore al pancreas o del paziente a rischio, accompagnandolo lungo l’intero percorso di salute. Ogni persona alla quale viene diagnosticato un cancro del pancreas in uno dei reparti ospedalieri viene inserito in un database appositamente realizzato e consultabile dalle varie Unità Operative. L’èquipe multidisciplinare si riunisce l’ultimo giovedì di ogni mese per discutere i nuovi casi, per definire la cura più appropriata, nell’ottica di una personalizzazione del trattamento. Venti i pazienti inseriti nel corso dell’anno nel database condiviso dal gruppo di specialisti: i risultati dell’attività saranno illustrati domani, martedì 10 settembre, nel corso del convegno “I tumori del pancreas”, che si terrà, a partire dalle ore 8.30 e per l’intera giornata, presso l’aula magna della Città ospedaliera (contrada Amoretta, primo piano, settore B).
“Il tumore al pancreas – spiega il gastroenterologo Gaetano Iaquinto, promotore della task force e direttore del convegno – presenta fattori eziologici e di rischio riconosciuti, come la pancreatite ereditaria, la pancreatite cronica, il diabete mellito, l’obesità e il fumo. Tutti i soggetti a rischio dovrebbero sottoporsi a periodici controlli: la diagnosi precoce, infatti, rappresenta un fattore determinante in termini di sopravvivenza”.

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