Truffa sui ristori Covid, i due nuovi indagati nella “rete” di Vuolo

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I due nuovi indagati (uno dei quali finito ai domiciliari) per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche nell’ambito dei ristori Covid sono collegati al meccanismo fraudolento per ottenere contributi pubblici organizzato secondo Procura e Guardia di Finanza del Gruppo di Avellino, dal commercialista Pasqualino Vuolo. Questa è una delle conclusioni a cui sono giunti i militari agli ordini del maggiore Silverio Papis dopo gli approfondimenti della prima parte dell’inchiesta avevano continuato a scavare nelle rete del professionista. La Procura ha chiesto ed ottenuto anche il sequestro preventivo di 298.974,00 a carico di G.L e di 33.341,00 a carico di L.S

LE INDAGINI

L’inchiesta dei militari delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino, coordinati dal pm della Procura di Avellino Vincenzo Russo nei confronti di quattro società che nell’anno 2021 avevano presentato istanza per usufruire delle misure di sostegno economico destinate ai soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid 19”. tramite una serie di dichiarazioni IVA tese a far apparire un volume d’affari mai conseguito nell’anno 2019, Vuolo Pasqualino, con la complicità del suo collaboratore Irizarry Ramon e dei prestanome C. G e O.O, avevano indotto in errore l’Agenzia delle Entrate in merito alla sussistenza dei requisiti per usufruire dei contributi a fondo perduto previsti dal “Decreto Sostegni” e dal “Decreto Sostegni bis” facendo figurare una (in realtà inesistente) flessione del fatturato, ottenendo i contributi. Per questo primo filone di indagini era stata già applicata nei confronti di Vuolo Pasqualino e Irizarry Ramon la misura della custodia cautelare in carcere (entrambi poi hanno ottenuto attenuazione della stessa misura). Ma l’inchiesta della Procura e delle Fiamme Gialle non si era affatto conclusa. Grazie al l’analisi dei dispositivi mobili in uso agli indagati, oltre a fornire importanti elementi di conferma in merito alla responsabilità dei primi quattro indagati, sarebbe venuto fuori il rapporto tra G.L e Vuolo Pasqualino. Si tratterebbe in particolare di una serie di chat intercorse tra quest’ultimo, Irizarry Ramon e l’indagato finito ai domiciliari oggi. Lo stesso, secondo le accuse raccolte da Procura e Fiamme Gialle era pienamente coinvolto nell’organizzazione messa in piedi dal commercialista.In particolare dalle conversazioni WhatsApp estratte dal telefono cellulare in uso al Vuolo è emerso che quest’ultimo inviava all’indagato una serie di prospetti relativi alle società per la divisione degli importi che nei mesi di aprile e maggio le varie società avevano ricevuto in applicazione dei decreti “sostegni” e “sostegni bis”.

IL RICICLAGGIO

E’ contestato anche nelle indagini il reato di riciclaggio. Lo stesso Vuolo infatti avrebbe gestito i conti facendo un versamento di piu di 300 mila euro ad una societa’ della quale lo stesso era al tempo legale rappresentante e socio unico, per un importo analogo alla somma corrisposta dall’Agenzia delle Entrate alla societa’ dell’indagato L.S, a titolo di contributo previsto dal c.d. “Decreto Sostegni Bis”, e a meno due mesi dall’accredito, in assenza di documentazione fiscale comprovante rapporti commerciali tra le due imprese nonostante la causale “Saldo fattura nr. 1”, così trasferendo in attività economiche e imprenditoriali il denaro proveniente dalla commissione del delitto di truffa aggravata in modo da ostacolare concretamente, con tali accorgimenti fiscali e contabili, l’identificazione della provenienza delittuosa. Avrebbe anche provveduto a trasferire ingenti somme di denaro ad una società intestata ad un altro indagato e accreditate nel maggio e giugno 2021, a titolo di contributo COVID 19, con una serie di operazioni economiche, in particolare riferimenti ad operazioni commerciali o consulenze, senza che vi fossero mai state documentate relazioni tra le società o anche rapporti di lavoro da professionista con le stesse.