Le toghe avellinesi da oggi e fino a sabato incroceranno le braccia e non parteciperanno ad alcun processo. «Nessun intervento programmato risulta completato o certificato in conformità alla vigente normativa degli ambienti di lavoro» hanno spiegato gli avvocati della Camera penale irpina – presieduta da Luigi Petrillo – che non si ritengono soddisfatti della riparazione di uno dei bagni sul piano delle aule delle udienze dibattimentali né dall’installazione di alcuni faretti per l’illuminazione delle aule d’udienza. Insomma, i penalisti non si fermano e, così come annunciato, continuano la loro protesta. Hanno cominciato oggi il loro sciopero previsto fino al 17 gennaio e che proseguirà nei prossimi mesi dal 16 al 20 febbraio e ancora dal 23 al 27 marzo. La vera bagarre è tra Comune di Avellino e Camera penale del Tribunale di Avellino che pretende il rispetto degli obblighi assunti. L’assessore ai lavori pubblici Capone ha più volte rassicurato sul rispetto del programma per i lavori al Palazzo di Giustizia. Nell’attesa che ciò si realizzi però, i penalisti resteranno con le braccia incrociate.
Redazione Irpinia
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