Video/Tribunale e Anno Giudiziario: torna il problema “sicurezza” del Palazzo di Giustizia

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Una radiografia delle cose che vanno e di quelle che non vanno. Questo nelle parole del Procuratore della Repubblica di Avellino Domenico Airoma il senso del bilancio proposto nel pomeriggio di oggi nell’aula Livatino da tutti gli “attori” del mondo della Giustizia in provincia di Avellino. Partendo dalle cose che non vanno. E non sono i dati, visto che tra pendenze e procedimenti definiti, quello di Piazza D’Armi e’ un ufficio Giudiziario in media, se non anche in qualche caso sopra la media nazionale in termini Giurisdizionali. Il nodo sta nel settore dell’edilizia giudiziaria e nelle condizioni del Palazzo di Giustizia. E’ stato lo stesso Procuratore Airoma a chiarirlo prima del via ai lavori: “Stiamo provando a fare un esperimento, quello per cui potremmo anche provare a fare un bilancio sociale, solo che per farlo sono necessarie risorse e competenze- ha spiegato Airoma- Allora abbiamo pensato di fare un bilancio sociale sui generis. Quello di provare a convocare tutti i protagonisti e discutere dello stato della giustizia. Senza fare proclami o un cahier des doleances, provare a fare una radiografia delle cose che vanno e di quelle che non vanno. Abbiamo convocato tutti gli attori, dal personale amministrativo alla polizia giudiziaria, ci fa piacere che ci sia anche il Governo”. Quale sia il bilancio lo spiega lo stesso Procuratore Airoma: “Io sono sempre molto critico con me stesso e resto molto insoddisfatto per molte cose. Anche per tante cose che non vanno nel mio Ufficio e vorrei che andassero meglio. In primo luogo il benessere organizzativo. Una cosa che sta a cuore, penso anche al presidente del Tribunale e’ quella di star bene nel proprio ufficio. Venire al lavoro con il piacere di farlo. Questo Palazzo di Giustizia purtroppo ha una serie di problematiche serie, questo è un cruccio che mi porto dentro. Cioè che se si viene a lavorare, tutti, dagli avvocati al personale amministrativo lo faccia in sicurezza”. Edilizia Giudiziaria che è anche uno dei problemi su cui ha confermato il presidente del Tribunale Roberto Melone: Lo stato dei procedimenti Giurisdizionali e’ perfettamente in linea con il dato nazionale, anzi siamo pure al di sopra della media. C’è un trend assolutamente positivo delle pendenze, visto che tutti i dati sono in diminuzione. Ma al di là del dato Giurisdizionale sono contento di questo incontro perché consente anche, avendo rappresentanti del Governo, del CSM e della stampa, di evidenziare quali sono le problematiche dell’edilizia giudiziaria. La sicurezza del personale sta alla base del suo benessere lavorativo. Per questo ci stiamo muovendo su una serie di iniziative, prossima anche la messa in funzione, finalmente dopo tanti tempo, in condizione di poter consentire ai portatori di handicap di poter utilizzarlo”. Per il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Fabio Benigni: “Abbiamo inteso promuovere questo confronto tra avvocatura, magistratura e personale amministrativo proprio per aprire un dialogo sui problemi e sulle criticità che gli operatori del settore affrontano quotidianamente. La presenza del sottosegretario ci consente di rappresentare i problemi e di facilitare la ricezione delle nostre istanze e delle nostre proposte di orientamento presso il Ministero della Giustizia” . Il sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia Andrea Ostellari, si è confrontato con le materie relative alla sua delega. In primis le carceri: “Per troppo tempo abbiamo avuto Governi che non hanno avuto una visione completa della questione carceri. Quando parlo di visone completa mi riferisco al fatto che si tratta di fare assunzioni programmate, non solo di Polizia Penitenziaria ma anche di educatori, di personale, compresi i funzionari contabili, di cui nessuno ha mai parlato, che sono fondamentali per far procedere la macchina. Parliamo di direttori, comandanti di Polizia. Se noi abbiamo questo quadro completo e complesso allora abbiamo anche la possibilità di applicare le norme anche all’interno dei nostri istituti, altrimenti facciamo fatica. Quello che è necessario oggi è avere una visione. Finalmente ce l’abbiamo, in particolare la mia delega. Abbiamo adottato anche due importanti circolari. Una che praticamente stoppa la cosidetta sorveglianza dinamica, che fino a pochi mesi fa era di moda. Rinchiude, nel senso buono del termine, le celle nei regimi ordinari. Questo a protezione sia dei detenuti stessi che del personale. Inoltre abbiamo stabilito che, in presenza di aggressioni o di comportamenti delittuosi dei singoli detenuti, questi possono essere trasferiti anche fuori dalla regione di competenza. Perché serve fare queste cose? Perché vogliamo riportare all’interno du questo mondo, il rispetto delle regole. Cosa che dobbiamo assolutamente pretendere, perché altrimenti non riusciamo a fare sicurezza dentro e nemmeno fuori”. Un passaggio anche sulla delega alla Transizione Digitale, altra sua competenza a Via Arenula, in particolare App che  dovrebbe accelerare i tempi dei procedimenti giudiziari.  “Nel 2023, il dipartimento di transizione digitale e tecnologica è entrato nella sua funzionalità. Questo ovviamente con innumerevoli  impegni assunti in sede di Pnrr ha determinato una serie di attività che questo dipartimento doveva fare. Attività che si sono fatte e si dovranno implementare. Nel penale siamo partiti di recente.  Ovviamente ci sono cose  che dovranno   essere stemate ed implementate. E lo faremo con una serie di  investimenti che abbiamo già programmato. E’una macchina che si è avviata ed è un programma,  che dobbiamo realizzare nel  medio- lungo termine. Non è ipotizzabile, che subito  le cose possano funzionare subito appieno, ma chiediamo  una mano dai magistrati, dal personale e da tutto il modo della giustizia e che queste applicazioni  e software possano funzionare  e implementati in modalità regolata”.