Trevico, il Premio Scola a Elena Cuoco

Trevico, il Premio Scola a Elena Cuoco

28 Agosto 2020

A Trevico, domenica 16 agosto, l’Associazione culturale IrpiniaMia ha organizzato all’aperto, sulla terrazza di Via Roma, un incontro nel corso del quale è stato consegnato il Premio Scola a Elena Cuoco per i suoi meriti culturali. Questo prestigioso riconoscimento che l’Associazione riserva a persone e momenti di particolare spessore nell’ambito delle sue iniziative, ha inteso sottolineare e premiare la costante presenza di Elena Cuoco nella vita culturale di Trevico, il suo ruolo di protagonista in numerose occasioni che hanno arricchito il paese, la sua disponibilità e la competenza con cui si è sempre proposta, riscuotendo puntualmente un grande successo. La consegna è avvenuta in occasione della presentazione della II edizione del suo volume di poesie, Pennellate, Ricordi di Trevico, una raccolta di una cinquantina di componimenti, dedicati in parte al paese, in parte alle persone, che testimoniano, attraverso una carica di intensa emotività, il forte legame che unisce Elena Cuoco all’Irpinia e in particolare a Trevico, suo paese di origine. Un omaggio dunque a Trevico dove l’autrice torna puntualmente ogni estate per ritrovare il suo passato e i suoi affetti. Il libro, rispetto alla prima edizione, si è arricchito di un nuovo testo, molto significativo nella sua attualità, una poesia sul coronavirus, il virus responsabile della pandemia che ci ha aggrediti dai primi mesi dell’anno rivoluzionando le nostre abitudini, incrinando le nostre certezze e suscitando tra la gente un diffuso senso di frustrante impotenza. La presentazione si è aperta con una breve digressione sulla prima testimonianza storica di una epidemia, la cosiddetta Peste di Atene descritta da Tucidide (V sec. a. C.) all’interno della quale Maria Raffaella Calabrese De Feo, Presidente dell’Associazione IrpiniaMia ha evidenziato una serie di sorprendenti analogie con la realtà che abbiamo vissuto attualmente, sia per quanto riguarda l’origine del morbo, sia per la situazione di emergenza che si creò allora come ora, per l’estrema virulenza del male e per la rapidità del contagio. Un parallelo con una forma epidemica documentata più di 2500 anni fa, che ha suscitato tra i presenti molta curiosità e interesse Quindi, all’autrice del volume, Elena Cuoco, è stato riservato lo spazio per la lettura e la presentazione della nuova poesia sul coronavirus, che è stata inquadrata nella sua genesi e nelle sue peculiarità. Il testo condensa nella sua brevità tutta la solitudine e il senso di precarietà che hanno accompagnato il lungo periodo del lockdown, ma riesce abilmente a stemperare la drammaticità degli eventi attraverso una intonazione garbatamente ironica.