Trevico – Comunità Montane campane studiano la proposta di riordino

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Trevico – “Fermiamo le macchine ed apriamo una riflessione seria sulle Comunità Montane per evitare che le energie da positive diventino negative. Ma dobbiamo anche compiere gli sforzi opportuni per superare le “rendite di posizione” e per renderci autosufficienti”. Questo è il messaggio lanciato a Trevico da Enrico Borghi, presidente nazionale dell’Uncem, che è intervenuto alla giornata di studio organizzata ieri mattina dalla Comunità Montana dell’Ufita, in collaborazione con l’Uncem proprio per fare il punto della situazione all’alba del riassetto degli enti montani. Hanno partecipato i presidenti delle Comunità montane della Campania. L’introduzione dei lavori è stata affidata a Giuseppe Solimine, presidente dell’ente montano e sindaco di Trevico, che ha tracciato le linee guida intorno alle quali occorre aprire il ragionamento per il rilancio delle Comunità montane, attese a nuove sfide. Ha evidenziato che in questi ultimi anni le competenze degli enti sono state praticamente ampliate realizzando risultati apprezzabili sul piano dei risultati, ma ha aggiunto che occorrono risposte definitive sul loro ruolo e non scelte politiche di parte, che creano confusione e indeboliscono le attività. Ha fatto riferimento alla nuova mappatura dei comuni montani, che deve essere aggiornata prendendo a riferimento quelli interclusi e contigui. In realtà, finora, sul piano nazionale, sono state registrate numerose anomalie, in virtù delle quali alcuni comuni parzialmente montani sono stati esclusi e quelli non montani sono rientrati nella competenza degli enti territoriali. Ed allora, è necessario guardare alle caratteristiche del territorio e decidere l’inclusione dei relativi comuni in modo razionale e funzionale. La relazione tecnica è stata sviluppata da Donato Cufari, presidente regionale Uncem, che ha presentato all’assemblea i termini della proposta di modificazione della legge 6/98, redatta dall’assessore regionale Andrea Abbamonte. Si va verso la riduzione ragionata degli organismi elettivi, tipo componenti della giunta e del consiglio generale e il recupero delle realtà interne. Cufari ha sfiorato anche il tema dei rifiuti, evidenziando che le zone interne non possono essere utilizzate solo per svolgere la funzione di servizio di quelle costiere e metropolitane. L’adeguamento della normativa comporterà la sostituzione delle norme cadute in desuetudine o comunque superate dalla legislazione successiva. Il presidente Uncem regionale ha annunciato che è in via di organizzazione un convegno nazionale con il ministro Lanzillotta. Borghi ha sottolineato che il costo degli enti montani incide per il 5% sulla spesa nazionale e che corrisponde a circa un miliardo e mezzo di euro, destinato per il 42% alla spesa corrente e per la restante parte agli investimenti. Ha fatto notare che i fondi destinati alle Province sono per il 53% dedicati alla spesa corrente, mentre per i Comuni la percentuale sale al 58%. “Questi dati dimostrano che i costi della politica non è un tema che può essere attaccato addosso alle Comunità Montane – ha affermato – e dovrebbero verificare la situazione prima di farci la lezione di morale”. Borghi ha ritenuto essenziale avviare un ragionamento per mettere a punto il meccanismo della relazione tra lo stato e le autonomie locali. Ha concluso il vice-presidente nazionale, che ha chiesto ai protagonisti della montagna di non andare in ferie, perché dopo l’estate dovrà essere presentata la proposta definitiva, alla quale è legato il futuro degli enti. L’incontro si è svolto nella stazione enogastronomica. (di Italia Manzione)

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