Trekking: i sentieri imperdibili in provincia di Avellino

Trekking: i sentieri imperdibili in provincia di Avellino

9 Marzo 2020

L’Irpinia è una terra bellissima ricca di tesori culturali e paesaggistici, caratteristiche che fanno della regione una meta perfetta per gli appassionati di trekking in cerca di nuovi e stimolanti percorsi. Vi accompagneremo, anche grazie al supporto del sito 2nomadi.it, in un meraviglioso viaggio alla scoperta di una terra che merita di essere conosciuta, pertanto se non ci siete mai stati è il momento di colmare la lacuna: preparate zaino, scarpe e mettetevi in cammino. 

Ah, dimenticavamo, fareste bene a portare con voi anche un binocolo, una raccomandazione che vale soprattutto per gli appassionati di birdwatching perché non mancano gli uccelli da ammirare, ma ne parleremo più avanti. Basta perdere altro tempo perché bisogna mettersi in marcia prima che faccia buio.

Grotta Profunnata

Una delle più belle attrattive dei Monti Picentini è la Grotta Profunnata. Nota fin dall’800 dalla popolazione locale e probabile rifugio di briganti, la grotta fu esplorata per la prima volta nel 2004 ma andiamo a vedere il percorso per raggiungerla. Si parte dall’Oasi WWF Valle della Caccia, si attraversa un’area picnic dove si può fare rifornimento di acqua. Il cammino offre stupendi scenari naturali a cui contribuisce decisamente la scarpata del Vallone Trientale, costeggiata in parte, e dopo circa 2 ore e mezzo si giunge all’ingresso della grotta e dell’incredibile belvedere che regala un panorama meraviglioso. Ritornando indietro, inoltre, sempre all’interno dell’oasi e attraversando un facile percorso, particolarmente adatto anche alle famiglie, si può raggiungere la splendida cascata Acquabianca

Oasi WWF Lago Conza

Il Lago di Conza è perfetto per quanti alla passione del trekking uniscono quella per il birdwatching. L’Oasi del WWF si trova nel comune di Conza (Av), l’area si estende per 800 ettari ed è una stazione di ristoro per gli uccelli che seguono la rotta migratoria tra il Tirreno e l’Adriatico. Da questo punto di vista è bene notare come siano oltre un centinaio le specie che vi transitano. 

I percorsi a disposizione sono due: il sentiero natura e il sentiero della cicogna bianca. Il primo, sviluppandosi su un camminamento in legno, è indicato per i trekker meno esperti nonché per persone diversamente abili. Quanto al sentiero della cicogna bianca si raccomanda l’uso di scarpe adatte e naturalmente comode in quanto si sviluppa su un camminamento ricavato con pietrisco. È disponibile un’area attrezzata per la pausa pranzo. L’Oasi è aperta dalle 8 alle 17 con prolungamento fino alle ore 19 durante il periodo estivo.

La Fonte del Mafariello

A S. Martino Valle Caudina, con partenza dal rifugio Piano di Lauro, si procede in direzione della croce di ferro. Dopo 300 metri, seguendo il sentiero 208 c’è la fonte Acqua Fredda dove si può fare scorta d’acqua. Tornando indietro si comincia la discesa seguendo un sentiero tortuoso che dopo una cinquantina di minuti porta a una radura. A destra c’è una discesa sterrata, si attraversa il vallone Acqua Fredda per poi giungere alla fonte del Mafariello. Non si tratta di un percorso molto complicato ma i punti critici non mancano come quando si attraversa il vallone, a causa della presenza di massi sul sentiero. Meglio dunque essere preparati.

Il sentiero del Monte Pollaro

Partendo da Calabritto, comune a 480 metri sul livello del mare e situato alle pendici del monte Altillo, ricco di sorgive, si sale in direzione del fiume Sele. Svoltando a sinistra si giunge ad Avigliano. Andando verso ovest si arriva a Piano D’Acerra; vi trovate di fronte al monte Pollaro ma per raggiungerlo è necessario aggirarlo salendo da nord. Il sentiero può essere affrontato anche da escursionisti poco esperti ed ha un tempo di percorrenza di circa 5 ore.