Trasporti in Irpinia, scoppia il caso. Prevista ulteriore riduzione?

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Trasporti in Irpinia, croce e delizia. C’è chi accusa, chi si deve difendere. Il nuovo anno non si apre sotto i migliori auspici. La lettera inviata dalla Provincia a fine dicembre all’Air (gestore della linea della funicolare per Montevergine) e alla società Giannoni (gestore degli impianti di risalita Laceno) suona come un campanello d’allarme preoccupante. L’Ente di Palazzo Caracciolo, infatti a seguito delle direttive impartite dalla Regione Campania ha infatti intimato a non poter più riconoscere il trasporto pubblico locale a questi due sistemi. Nessuna novità in questo senso, visto che anche l’assessore Sergio Vetrella in occasione di un convegno ad Avellino senza mezzi termini, fece capire che con il nuovo anno, una pratica del passato non sarebbe stata più possibile in futuro. Ed ora cosa ci attende? Più buio di così si muore. Bisognerà mettere sotto la lente di ingradimento l’intero piano provinciale dei trasporti (probabile che alcuni servizi gestiti da EavBus e/o Sita possano passare entro fine mese all’Air, in attesa poi di mettere tutto a gara d’appalto). Le defaillances sono molte, i buchi d’ombra aumentano vertiginosamente anche a seguito del già certo taglio del 25% si potrebbe aggiungere un’ulteriore riduzione del 13%. Una ecatombe per il trasporto pubblico locale in Irpinia, che farebbe allungare ancora di più le distanze in una provincia che può contare solo su trasporto su gomma. Ma una soluzione, va trovata. E senza giri di parole. Perché nonostante un maggior stanziamento a livello regionale (per il trasporto su gomma), circa 20milioni di euro, ritrovarsi poi anche con i servizi ridotti ancora più, corrisponde ad una beffa. Nel 2014 non è possibile assistere ad uno spettacolo così indecoroso. Perché a pagare sono sempre i cittadini. Intanto però le proteste iniziano a sollevarsi. Meritano un discorso le due gocce che hanno fatto traboccare il vaso. Della utilità turistica della funicolare di Montevergine sappiamo tutti. Ora non parte più neanche il pullman sostitutivo (a seguito della lettera inviata dalla Provincia). A Mercogliano protestano, a buon ragione. A Laceno, unico vero punto turistico dell’Irpinia si rivivrà a breve lo stesso dramma. Sarà come affossare l’Irpinia per sempre. E i politici, quelli regionali, coloro che devono difendere un territorio non tanto dal napolicentrismo, ma per garantire servizi minimi di pubblica utilità, cosa fanno? Non pervenuti. La soluzione c’è, basta avere la volontà a praticarla. Ma non bisogna ogni volta attendere il novantesimo, anche perché “Quando non si hanno spalle forti” il risultato della partita è scontato.

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