Trapani, dalla Bundesliga alla L. Pro: il sogno spezzato di Gambino

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Dalle stelle alle stalle, dall’apoteosi alla polvere. E’ la beffarda sorte che il calcio ha riservato a Salvatore Gambino, fantasista in forza al Trapani domani sera di scena al Partenio-Lombardi. Nato ad Hagen, in Germania, da genitori siciliani, il 30enne atleta granata ha fatto la trafila nelle selezioni giovanili del Borussia Dortmund, fino ad esordire in Bundesliga nel 2003 nella squadra allenata dal Pallone d’Oro 1996 Matthias Sammer. Un astro nascente di origini italiane con gli occhi della massima serie tedesca puntati addosso e letteralmente deliziati dopo la doppietta contro il Bayer Leverskusen del 22 novembre 2003. Fu l’apoteosi per Gambino, che si prese gioco di due difensori del calibro di Juan e Lucio, coppia di centrali titolari del Brasile di Parreira.
La parabola ascendente, però, durò poco a causa dell’infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro l’anno dopo. La cessione al Colonia nel 2006, poi il Coblenza due anni dopo nella seconda serie teutonica, esperienza durante la quale si procurò la rottura dell’altro legamento crociato. In fondo al tunnel il Kongsvinger, squadra norvegese che tuttavia non lo aiutò a rilanciarsi.
L’opportunità di una nuova vita calcistica, allora, arrivò durante la stagione 2010/2011, quando il Trapani lo chiamò in Sicilia per tentare la scalata alla Prima Divisione. Forte della vicinanza della famiglia (la nonna abita a Balestrate, in provincia di Palermo), Gambino ha contribuito all’avanzata della formazione di Roberto Boscaglia con 11 gol in 60 presenze. C’era anche nella finale play-off contro l’Avellino, battuto con il punteggio di 3-1. Quest’anno, invece, è andato in gol due volte al fianco del capocannoniere Mancosu. Resta, però, l’incredibile storia di un talento che a nemmeno vent’anni feceva impazzire il Westfalenstadion nel cuore dell’Europa. (Claudio De Vito)

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