Avellino – Le mani della ‘mala’ sui rifiuti. Quattordici persone sono state arrestate questa mattina nel corso di un blitz coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari nelle province di Foggia, Caserta, Avellino e Benevento. L’accusa è di traffico illecito di rifiuti. Il nome di uno degli arrestati figurava nella lista di persone che il pentito Carmine Schiavone consegnò alla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti il 7 ottobre del 1997. Si tratta del titolare di una impresa coinvolta nelle attività della cosiddetta ecomafia campana. Più di 150 investigatori del Nucleo Operativo Ecologico di Bari del Comando Carabinieri Tutela per l’Ambiente, della Direzione Investigativa Antimafia di Bari e del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, sono stati coinvolti nell’operazione che costituisce l’esito di una complessa ed articolata operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, convenzionalmente denominata “BLACK LAND” che ha interessato le province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Avellino, Caserta, Salerno, Benevento, Potenza e Campobasso.
Nel corso dell’operazione è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 persone, ritenute a vario titolo, responsabili del reato ex art. 260 D. L. vo 152/2006 (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) oltre al sequestro di aziende, stabilimenti, automezzi pesanti, discariche abusive per un valore totale di 25 milioni di euro, sia in relazione al reato ambientale che agli illeciti amministrativi conseguenti previsti per gli enti: tra i sequestri figurerebbe anche un impianto di compostaggio di Bisaccia, in Irpinia.
