Todisco, Spica, Palladino, Iandolo e Iannaccone ‘pungolano’ Galasso

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Avellino – “Le recenti dichiarazioni del sindaco ci impongono di porre nuovamente delle questioni che riteniamo essenziali, per dare una svolta in termini di qualità amministrativa al centrosinistra cittadino”: il chiarimento giunge dai consiglieri comunali Francesco Todisco, Angelo Spica, Michele Palladino, Luca Iandolo e Antonio Iannaccone che fanno partire le precisazioni dal piano strategico. “Non crediamo – spiegano in una nota – possa essere inteso come momento per dare spazio a progetti di maggiore o minore importanza, non legati da una comune idea di sviluppo. Né riteniamo sufficienti le occasioni di incontro finora realizzate e l’unico consiglio comunale convocato sul tema; è necessario su questo punto ascoltare costantemente tutte le energie positive della comunità ed esaltare il ruolo di indirizzo politico e strategico che non può che spettare al Consiglio Comunale. Inoltre, va sin da adesso scelto, in Consiglio Comunale, qual è la struttura scientifica che, con competenza specifica, dovrà coordinare e fare sintesi di tutta la procedura prevista per il piano strategico”.
Il processo di sviluppo della città non può dimenticare il progetto del parco del Fenestrelle. “Ci pare del tutto accantonata l’idea del Parco ma proprio tale scelta dovrebbe far determinare ancor di più l’amministrazione a volere ad ogni costo questo Parco, nella consapevolezza che la nostra città ha bisogno di cambiare, anche radicalmente, il suo rapporto con l’ambiente.
Rapporto che va cambiato anche con le periferie, che in questo periodo sono soffocate dai rifiuti. A parte il tema della gestione dei rifiuti, che in seguito approfondiremo, tale evento ci fa riflettere sulla considerazione attuale che l’amministrazione ha delle periferie, che va mutata e al più presto. Non possono essere più relegate a simbolo per eccellenza della precarietà esistenziale, o a dirla in termini meno sociologici e più amministrativi, a simbolo dei disservizi degli enti locali. Le nostre periferie devono diventare, non nelle dichiarazioni pre o post elettorali, ma nei fatti della quotidianità il simbolo della vivibilità che tutti quanti auspichiamo per la nostra collettività”.
Parla di periferie implica un naturale collegamento ai bisogni della collettività e, quindi, alle politiche sociali. “Le politiche sociali hanno bisogno di cambiare approccio, c’è la necessità di favorire politiche sociali attive e non passive, tese al sussidio, sic et simpliciter. Lo stesso ragionamento vale per le politiche culturali, che devono esaltare le belle energie che esistono sul territorio, premiando le più valide, favorendo così un meccanismo di sana competizione teso ad elevare la proposta culturale in città”.
Cultura cittadina che non può non guardare al teatro Gesualdo come al suo naturale luogo di elaborazione ed affermazione per questo il teatro “non può essere una struttura in mano a pochi”.
Svolta necessaria anche a proposito dei lavori pubblici e della riqualificazione urbana, “per determinare uno sviluppo urbanistico della città che sappia creare nuovi spazi collettivi, nuovo verde pubblico e riqualificando con architetture contemporanee, tutte le brutture urbane venutesi a creare nel corso degli anni, a partire dalle periferie”. Altra questione prioritaria, è quella relativa alle attività produttive, “…intanto per creare le condizioni per attrarre nella nostra città nuovi investimenti, rafforzare quelli esistenti e tutelare i cittadini-utenti-consumatori, con iniziative concertate con le attente organizzazioni di categoria e dei consumatori, e poi dare una svolta vera, significativa ed esemplare, nel contrasto alle illegalità diffuse e a tutte le forme di abusivismo commerciale che proliferano sul territorio”. Puntualizzazioni anche per quanto riguarda l’organizzazione amministrativa “che dovrebbe essere messa nelle condizioni di operare al meglio”.
Infine non poteva mancare un accenno alle evoluzioni natalizie dell’Asa. “Per la disciplina legislativa vigente, il Comune di Avellino, insieme agli altri soci, deve scegliere se farla sopravvivere, con una forma totalmente pubblica, o scioglierla per favorire gare d’appalto europee. Su questo vogliamo un confronto serio nella consapevolezza, che nell’universo dei problemi dei rifiuti in Campania, non può aggiungersi anche questa ambiguità. In ogni caso riteniamo che l’Asa deve godere della necessaria autonomia dal Comune. A proposito delle figure indicate nel Cda continuiamo a ribadire la necessità del possesso delle necessarie competenze culturali, tecniche e settoriali per poter ricoprire tali incarichi”.
Per tutte queste ragioni i consiglieri invitano il sindaco, “a prendere atto, formalmente e politicamente, della presenza nella maggioranza a suo sostegno di un nuovo partito, il PD, che non è la somma di due partiti che hanno esaurito la loro funzione storica, ma un nuovo soggetto, che speriamo sarà capace di interpretare al meglio le istanze della contemporaneità e, al contempo, di volersi fare garante, quanto prima di una verifica politico-programmatica che tenga conto dei temi qui proposti e di tutti quelli che verranno dai consiglieri comunali e la cui risoluzione riteniamo essenziale, al fine di rivalutare l’azione amministrativa da qui alla primavera del 2009”.

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