Il panorama dell’intrattenimento ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni, evolvendo da un consumo statico e lineare a un ecosistema vastissimo e interattivo. Le possibilità si sono moltiplicate a dismisura, spaziando dalle produzioni on-demand di serie tv e film a format che fondono lo spettacolo televisivo con la logica del gioco digitale. Un esempio di questa contaminazione sono i game show interattivi, la cui popolarità è spesso anticipata dalla diffusione di versioni di prova o dimostrative, come ad esempio Crazy Time demo. In questo scenario, la Generazione Z, nata nell’era della connessione permanente, ha sviluppato preferenze ludiche molto specifiche che riflettono la loro necessità di socializzazione, espressione di sé e interazione immediata.
Il ruolo del videogioco come piattaforma sociale e metaverso
Per la Generazione Z, il videogioco non è primariamente uno strumento per giocare, ma un luogo virtuale dove socializzare e costruire la propria identità. I titoli che favoriscono la creazione di avatar, la personalizzazione e l’interazione con gli amici in ambienti aperti sono fondamentali. I cosiddetti metaversi come Roblox o le modalità creative di Fortnite rientrano in questa categoria. Questi videogiochi fungono da spazi di ritrovo virtuale, dove l’atto di costruire, esplorare o semplicemente “stare insieme” è importante quanto l’obiettivo ludico in sé. La libertà di espressione e la possibilità di creare contenuti propri sono fattori chiave di questa preferenza generazionale.
Battle royale e multiplayer competitivo
Nonostante l’importanza della socialità, il desiderio di competizione e l’adrenalina rimangono elementi forti e centrali. La formula del Battle Royale, in cui un numero elevato di giocatori si scontra finché non ne rimane uno solo o un’ultima squadra, ha un appeal enorme. Il successo di Fortnite, Warzone o Apex Legends deriva dalla loro natura altamente competitiva ma, al contempo, anche dalla loro capacità di supportare il cross-play e sessioni veloci e dinamiche con gli amici. Questa categoria offre un mix bilanciato di rischio, ricompensa e una forte componente di lavoro di squadra in tempo reale.
Il fascino dei simulatori e del comfort gaming
In netta contrapposizione alla frenesia competitiva, un altro filone molto popolare è quello dei simulatori e dei giochi di gestione della vita. Titoli come Animal Crossing o Stardew Valley offrono un ambiente controllato e rilassante, ideale per il comfort gaming. Questi videogiochi permettono di gestire fattorie, progettare case o costruire mondi a proprio piacimento, senza la pressione del fallimento. Questo genere attrae perché offre una forma di escape mentale, un rifugio dalla complessità della vita reale dove il progresso è lento, costante e visibilmente ricompensato, facilitando un’esperienza che valorizza la progettazione e la cura del dettaglio.
I giochi a servizio e la narrazione evolutiva
Infine, la Generazione Z predilige i “giochi a servizio” (Live Service Games), ovvero quei titoli che, come gli MMORPG, non hanno una fine definita, ma vengono costantemente aggiornati con nuovi contenuti, eventi e archi narrativi. Destiny 2 o Genshin Impact rientrano in questa categoria. Questo modello di consumo si allinea perfettamente con l’abitudine al contenuto in streaming: il gioco diventa un hobby persistente e condiviso, integrandosi con la vita quotidiana. La partecipazione agli eventi stagionali e l’interazione con trame in continua evoluzione garantiscono che ci sia sempre un motivo per tornare e interagire con la community, mantenendo vivo l’interesse sul lungo termine.

