MONTORO- Il caso della presenza di tetracloroetilene nella acque di pozzo di Montoro finisce nel capitolo relativo alle “Risultanze del programma regionale i cui alla DGR n. 180/2019 e criticità emergenti nelle acque sotterranee” delle quattrocento pagine della “Relazione sulla Terra dei Fuochi: evoluzione delle rotte criminali sui rifiuti e criticita’ emergenti della matrice acqua” approvato all’unanimità dalla Commissione Bicamerale di Inchiesta sulle attività illecite commesse sul Ciclo dei Rifiuti e su altri illeciti ambientali ed agroalimentari (presieduta da Jacopo Morrone). Nella Relazione si fa riferimento anche alla allo studio condotto
dall”Università degli Studi di Napoli Federico II, su incarico della Regione Campania, relativo alle criticità riscontrate nelle acque sotterranee di alcuni territori delle province di Caserta, Napoli, Avellino Salerno. Notizie apprese da fonti aperte, per cui la Commissione ha richiesto al Presidente della Regione la trasmissione della documentazione.
IL MONITORAGGIO
Come si legge nella relazione trasmessa dalla Direzione Generale Tutela della salute e coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, trasmessa il 10 giugno 2026 alla Commissione di Inchiesta: “è stata effettuata al fine di consentire una valutazione integrata tra quanto emerso dalle attività investigative puntuali e localizzate coordinate dalle Autorità giudiziarie e risultati delle attività di
campionamento e analisi condotte su scala regionale nell’ ambito delle iniziative approvate con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 180 del 24 aprile 2019, recante Approvazione del Documento Programmatico 2019-2021: Programma di attività diimplementazione del Piano di
Azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti- Monitoraggio ambientale, studio ed approfondimento della salute della popolazione residente in aree a rischio”. In buona sostanza alla Direzione Generale per la Tutela della Salute e allo Staff Tecnico-Operativo il compito di assicurare
|’`attuazione delle attività previste, attraverso il coinvolgimento operativo del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Napoli Federico I, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), dell’ARPAC, del Coordinamento Registro Tumori, delle AA.SS.LL., dei Medici di Medicina Generale ed degli altri- soggetti istituzionali i interessati quali entre e strutture tecnico-scientifiche regionali, come ad esempio l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G Pascale”.
LA CONTAMINAZIONE NEI SITI DELLA CAMPANIA
Si legge nella Relazione della Commissione di Inchiesta : “A seguito della richiesta, nota prot. n. 0181876/2026 del 3 marzo 2026, della Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale di trasmissione urgente e completa dei dati tecnici disponibili – opralluoghi, campionamenti ed esiti analitici in possesso degli enti di cui alla DGR Campania 180/2019, la Regione ha redatto una nota Protocollo n. 0326775/2026 in data 1o aprile 2026, con oggetto ” Attivazione urgente di verifiche
integrate sanitarie, ambientali, veterinarie e di filiera ai fini della valutazione del rischio ambiente salute, a seguito di superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) pertetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE) nelle acque sotterranee -territori delle province di
Caserta, Napoli, Avellino e Salerno”. Nella Relazione si da riscontro anche delle principali risultanze della documentazione trasmessa alla Commissione
PROVINCIA DI AVELLINO: IL CASO DI MONTORO
Per la provincia di Avellino, si legge nella Relazione “il fenomeno risulta concentrato nel comune di Montoro e presenta profili di particolare sensibilità per il coinvolgimento della rete idrica di pozzi, filtri, serbatoi partitori. I superamenti emergono nel corso del 2025, con valori ripetuti superiori ai limiti e con un picco particolarmente elevato pari a 30,52 ug/L (microgrammi per litro) di tetracloroetilene (PCE) in un punto di captazione.
Il quadro complessivo evidenzia una criticità sistemica del sistema idrico locale. che richiede verifiche sanitarie e ambicntali rapide e approfondite”. Proprio nei giorni scorsi la vicenda era stata al centro dell’attenzione, già chiarito però anche sulla base dei continui controlli da parte dell’Asl che sulla rete dell’erogazione idrica e quindi dell’acqua per il consumo umano non erano state segnalate Al tavolo tecnico di qualche giorno fa è stato, nuovamente, ribadita dagli enti preposti la potabilità dell’acqua per il consumo umano presente nella rete idrica di Montoro.
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